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	<title>Criminologia Online</title>
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	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
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		<title>L&#8217;imbuto di Gobbi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 13:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Nella nostra ottica (ndr. dice Gobbi alla Rsi) il procuratore generale dovrebbe essere più un direttore, di un organo di oltre 100 persone, che deve anche poter intervenire in maniera più incisiva di quello che oggi la legge permette». Il &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2020/12/limbuto-di-gobbi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«Nella nostra ottica (ndr. dice Gobbi alla Rsi) il procuratore generale dovrebbe essere più un direttore, di un organo di oltre 100 persone, che deve anche poter intervenire in maniera più incisiva di quello che oggi la legge permette».</p>
<div id="div-ad-gds-2661-1">
<p>Il nostro ministro della giustizia, come suo solito, dimentica che la Giustizia funziona come un imbuto in cui la galera è la parte inferiore, quella stretta. La parte più ampia dell&#8217;imbuto rappresenta la polizia; è quella che fornisce il lavoro all&#8217;apparato giudiziario cantonale. Tra i due ci sta la magistratura.<br />
Il problema consiste nel fare in modo che tra la parte ampia dell&#8217;imbuto e quella stretta il contenuto scorra coerentemente, se no il flusso si altererebbe, diventando ingestibile e compromesso.<br />
Un po’ come avere un cesso ostruito e andare avanti a defecarci dentro invece di chiamare l’idraulico.<br />
Esattamente quello che sta succedendo in Ticino con la magistratura intasata da 10000 incarti arretrati. In questa situazione il DI ha voluto rinforzare la polizia andando così a caricare ancor più il ministero pubblico. Adesso, con una galera al limite delle sue capacità, il nostro vuole potenziare la magistratura. Di questo passo, entro un paio d’anni, il parlamento si ritroverà a votare crediti milionari &#8211; un carcere moderno costa quasi quanto un ospedale &#8211; per costruire un nuovo carcere.</p>
<p>E tutto questo senza aver mai elaborato una strategia preventiva moderna ed efficace (e soprattutto molto più economica). Non solo; in Ticino non si è mai elaborata una strategia di prevenzione degna di questo nome, ma ci si è sempre battuti contro le strategie valide della Confederazione.<br />
Faccio qui un breve esempio: tra il 2000 e il 2002, nel campo del trattamento a base d’eroina in atto in Svizzera, sono stati prescritti 541,4 Kg di eroina terapeutica. Costo della sostanza: 8 milioni di franchi svizzeri. Tanti? Giudicate voi. Sul mercato nero, in quel periodo, in Svizzera la sostanza era tagliata mediamente del 75%, di conseguenza i 541,4 Kg sarebbero diventati 2165,6. Svendendoli al dettaglio a 120 franchi il grammo il crimine organizzato avrebbe ricavato 259’860’000 franchi. Riassumendo: il trattamento a base d’eroina ha avuto come effetto indiretto di sottrarre oltre 259’860’000 di franchi al crimine organizzato, alleggerendo contemporaneamente il carico di polizia, ministero pubblico e carceri. Perché? Perché dalle ricerche svolte da Martin Killias, padre di tutti i criminologi della Confederazione, la prescrizione medica di eroina ha avuto come effetto secondario di far diminuire la criminalità di oltre l’80% (86% per la precisione) tra la popolazione degli eroinomani sottoposti al trattamento. Trattamento che in Ticino non è mai stato adottato.<br />
Anzi; in Ticino si fa il contrario. Senza voler riproporre la vicenda del controllo sugli stranieri che tutti conosciamo, e che ha effetti devastanti sul carico di lavoro dei tribunali, non possiamo non notare che Gobbi ci ha messo 4 anni ad adottare la nuova giurisprudenza del Tribunale Federale sugli stupefacenti. Giurisprudenza che declassava il possesso di canapa fino a 10 grammi a reato poco grave, punibile con una semplice multa. In Ticino si è andati avanti per 4 anni a sanzionare il possesso di canapa seguendo la vecchia giurisprudenza, andando così avanti a punire i colpevoli in maniera iniqua, ma soprattutto andando ad intasare ancor più la magistratura.</p>
<p>Ricordando gli studi di Irwin Waller &#8211; (<a href="http://irvinwaller.org/fr/a-propos/" target="_blank" rel="noopener">http://irvinwaller.org/fr/a- propos/</a> criminologo e direttore generale del Centro internazionale per la prevenzione della criminalità affiliato all’ONU), che concludono che se si investisse in prevenzione il 10% di quello che si investe in repressione avremmo la stessa situazione spendendo la metà &#8211; vien da pensare che l’incoerenza e gli eccessi di semplicismo a cui ci ha abituati il ministro leghista evidenzino una qual certa incapacità di elaborare una strategia che tenga realisticamente conto dei problemi in campo e dei mezzi a disposizione per affrontarli.</p>
</div>
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		<title>3 giudici per un imbuto, di michel venturelli</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2016 09:54:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dalla teoria alla pratica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[funzionamento giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[La strategia della tolleanza zero applicata a New York tra il ’93 e il ’98 ha avuto parecchi effetti perversi. Effetti dovuti al fatto che nessuno considerò che il sistema giudiziario è come un imbuto: più ci sono arresti, più &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2016/10/3-giudici-per-un-imbuto-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La strategia della tolleanza zero applicata a New York tra il ’93 e il ’98 ha avuto parecchi effetti perversi. Effetti dovuti al fatto che nessuno considerò che il sistema giudiziario è come un imbuto: più ci sono arresti, più la magistratura è chiamata ad operare e più la galera si riempie. Sembra ovvio, però…</p>
<p>Durante i 5 anni che è durato l’esperimento la città ha dovuto aumentare il budget della polizia del 40%. 2,6 miliardi di dollari. Quattro volte gli stanziamenti concessi agli ospedali pubblici. Nello stesso periodo i tagli al personale dei servizi sociali furono di oltre il 30%. Si ottenne così il rapporto di un operatore ogni 3,5 polziotti.</p>
<p>L’ondata di repressione ha avuto effetti diretti su tutto l’apparato giudiziario. Nel ’98 i 77 giudici della corte criminale preposta alla giurisdizione per reati e infrazioni minori si sono trovati confrontati a 275379 istruttorie. Più di 3500 a testa, ossia il doppio che nel ’93. Capitava che durante una stessa udienza a un giudice erano sottoposti così tanti casi che gli era impossibile decidere. I dibattimenti erano spesso rinviati e molti procedimenti non vedevano la fine per raggiunta prescrizione dei termini. Alla faccia della Giustizia.</p>
<p>Come dicevamo, il sistema giudiziario è come un imbuto. A New York questo imbuto è straripato perché si è aumentato in modo spropositato il numero di poliziotti. Lo stesso effetto – o per lo meno un effetto simile &#8211; lo si può ottenere anche agendo ad altri livelli di questo imbuto.</p>
<p>Ad esempio, riducendo del 25% la forza dei giudici delle misure coercitive.</p>
<p>Non è politica, è logica.</p>
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		<title>la politica delle zoccolette, di Michel Venturelli</title>
		<link>https://www.criminologiaonline.com/2015/05/la-politica-delle-zoccolette-di-michel-venturelli/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2015 18:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[mercato del sesso]]></category>
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		<description><![CDATA[Attaccando la revisione della proposta di legge sulla prostituzione Giorgio Galusero mi mette in difficoltà. Mi mette in difficoltà perché mi obbliga a condividere la posizione di Norman Gobbi, che anch&#8217;io (come tutti) ritengo un super poliziotto, ma un pessimo &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2015/05/la-politica-delle-zoccolette-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Attaccando la revisione della proposta di legge sulla prostituzione Giorgio Galusero mi mette in difficoltà. Mi mette in difficoltà perché mi obbliga a condividere la posizione di <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/05/gobbi-quo-vadis-di-michel-venturelli/" target="_blank">Norman Gobbi</a>, che anch&#8217;io (come tutti) ritengo un super poliziotto, ma un pessimo amministratore. Un fine politico però (nel senso della politichetta)!  Lui sa che le azioni di forza piacciono agli elettori che plaudono chi usa molto i muscoli e <a href="http://www.criminologiaonline.com/2015/03/la-giustizia-questione-di-risorse-e-non-di-principi-di-michel-venturelli/" target="_blank">poco il pallottoliere</a>. Tutti vogliamo sicurezza. Nessuno è nemico della sicurezza! Ma qualcuno non sa contare.</div>
<div></div>
<div>Per ottenere la massima sicurezza possibile bisogna mirare a una sicurezza dai costi sostenibili. È disonesto millantare soluzioni favolose dai costi impraticabili. La strategia repressiva ha funzionato per anni, ma oggi da sola rappresenta un costo eccessivo se vogliamo continuare ad avere un tasso di sicurezza decente, senza intaccare troppo gli altri servizi dello Stato, anch&#8217;essi necessari al cittadino</div>
<div></div>
<div>Purtroppo Gobbi non sa neppure cosa fa la polizia. L’elenco dei compiti che &#8220;competono necessariamente alla polizia e dei compiti oggi delegati alla polizia, ma che potrebbero essere eseguiti da altri servizi&#8221;, <i> </i>lo chiesero i verdi al Governo in una mozione dal titolo  <a href="http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/mozioni/pdf/MO829.pdf" target="_blank">“Liberare la polizia dai compiti che non le competono&#8221;</a>. Era il 20 giugno del 2011. Stiamo sempre aspettando una risposta.</div>
<div>Da anni si chiede al ministro leghista di studiare il fenomeno, ma lui si limita a combatterlo e ad esibire cifre fuori contesto che lo mostrano vincitore. Come in un regime.</div>
<div></div>
<div>Oso sperare che le posizioni e le operazioni make-up a fini elettorali siano ora concluse, e che si torni finalmente a ragionare adottando soluzioni pragmatiche. Quello che i liberali e i ppd chiamano &#8220;un vademecum per aprire un bordello&#8221;, non è altro che un insieme di regole molto molto astringenti, che definiscono la posizione di chi ambisce a gestire un postribolo; questo perché è un&#8217;attività che non si può affidare, e non deve essere affidata, a chiunque&#8230; ed è inutile la norma che impone il divieto di entrata ai minori? Mah! Si dice anche che la proposta non accenna all&#8217;arginamento del meretricio, come se già non ci fossero gli strumenti utili a contenere le attività considerate moleste&#8230; e via discorrendo. Il culmine della malafede vien toccato quando, cercando di mettere Gobbi in difficoltà, il plr e il suo deputato hanno proposto di proibire la pubblicità a &#8220;luci rosse&#8221;. Possibilità la cui base legale è stata sviscerata dal parlamento cantonale due legislature fa, quando tra quelli che ebbero ragione ci fu proprio il Plrt. Plrt che però si trovava a difendere posizioni diametralmente opposte a quelle odierne, con il foglio liberale per eccellenza &#8211; la Regione &#8211; che pubblicava annunci erotici per oltre 1 milione di franchi all&#8217;anno. Il mercato adesso si è spostato sul Mattino della domenica, e questo sembra essere l&#8217;unico motivo comprensibile &#8211; ma difficilmente giustificabile &#8211; per il quale il partito liberale è oggi contrario alla pubblicazione di tali annunci.</div>
<div></div>
<div>La legge &#8220;Gysin&#8221;, checchenedicano Galusero &amp; co,  è attualmente l&#8217;unica delle diverse versioni sin qui proposte e studiate che, considerando i mezzi disponibili, permette di avere un buon controllo del mercato. Ci sono inoltre le regole che tutelano al meglio gli interessi dei cittadini, garantendo nel contempo i diritti fondamentali di chi si prostituisce (eh sì! anche le puttane hanno dei diritti)… il che di per sè, in una democrazia, sarebbe già da considerarsi un bel passo avanti.</div>
<div></div>
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		<title>The day after, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 12:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[pene e sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[stupefacenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Non esiste solo la salute dell’individuo, ma esiste anche un discorso di salute pubblica. Finalmente  il gruppo esperti cantonale (nell’ambito delle tossicomanie) esce allo scoperto e dice a pubblico e politici come stanno veramente le cose. Senza riduzione del danno, senza &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2015/03/the-day-after-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>Non esiste solo la salute dell’individuo, ma esiste anche un discorso di salute pubblica. Finalmente  il gruppo esperti cantonale (nell’ambito delle tossicomanie) esce allo scoperto e dice a pubblico e politici come stanno veramente le cose. Senza riduzione del danno, senza regolamentazione non c’è efficacia! Abbiamo visto accondiscendere anche un disorientato Paolo Beltraminelli… tanto più che il motore della giornata di studio “Dipendenze: quo vadis?”,  è stato il PPD Daniele Intraina, capo di Ingrado.</div>
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<div></div>
<div>Una conferenza cantonale nutrita da un’illuminata politica federale.</div>
<div>Si è parlato di drug-checking e regolamentazione del mercato. Di accettazione e riduzione del danno. “L&#8217;emergenza continua appiattisce e banalizza l’emergenza stessa”. Riassumo così il concetto espresso da Giovanna Masoni. Il pragmatismo ieri era sulla bocca di tutti.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Tra i giovanissimi cala il consumo di alcol e di tabacco, ma rimane stabile quello di cannabis. Cosa significa? Significa che oggi gli enti che si occupano di salute pubblica e prevenzione verso i giovanissimi, riescono a meglio contrastare la diffusione delle sostanze legali. Quelle gestite dallo Stato. Meno bene, anzi male, va per le sostanze illegali (quelle gestite dalla criminalità organizzata).</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Desta molta preoccupazione anche la diffusione di sostanze sintetiche e si è parlato dei metodi adottati per controllarle. Ad esempio il <a href="http://www.danno.ch/drugchecking/">drug-checking</a>, che permette di conoscere prima cosa c’è sul mercato, e di intervenire con i piani di prevenzione adeguati con largo anticipo.</div>
<div>Alcuni lo giudicano immorale, ma è perfettamente legale. E, soprattutto, è estremamente efficace.</div>
<div></div>
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<div>A questo proposito mi preme segnalare <a href="http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/mozioni/MO732.htm">una mozione che dorme nei cassetti </a> del consiglio di Stato da tutta la legislatura. A buon intenditor&#8230;</div>
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		<title>L&#8217;olocausto è servito, di Michel Venturelli</title>
		<link>https://www.criminologiaonline.com/2015/03/lolocausto-e-servito-di-michel-venturelli/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 16:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dalla teoria alla pratica]]></category>

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		<description><![CDATA[In un articolo che scrissi per un quotidiano ticinese oltre vent&#8217;anni fa affrontai il problema del consumo di carne, non tanto dal punto di vista degli animali e del loro legittimo diritto a non essere dei semplici prodotti, ma anche &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2015/03/lolocausto-e-servito-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In un articolo che scrissi per un quotidiano ticinese oltre vent&#8217;anni fa affrontai il problema del consumo di carne, non tanto dal punto di vista degli animali e del loro legittimo diritto a non essere dei semplici prodotti, ma anche e soprattutto da quello dell’umanità. Di quell’altra umanità.</p>
<p>Forse non tutti sanno che per fabbricare una caloria animale ce ne vogliono in media 7 vegetali. Già nel 1968 &#8211; scusate ma non ho voglia di attualizzare i dati &#8211; dicevo: già nel ’68 c’è chi aveva calcolato che la quantità di proteine consumate dal bestiame americano, e non recuperato dal consumo umano, si avvicinava al deficit proteico del mondo intero. Solo per quel che concerne il grano si è calcolato che ce ne sarebbe abbastanza perché ognuno di noi, abitanti del pianeta terra, abbia almeno due pani al giorno. Invece ce n’è che hanno il rolex e altri che guardano i propri figli crepar i fame.</p>
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<div>Tenendo conto che per produrre una caloria animale ci vogliono in media 7 calorie vegetali possiamo calcolare che dei 140 milioni di tonnellate di cereali e di soja che erano necessari a nutrire le bestie americane nel 1971, 118 milioni se ne andavano ad inquinare la natura e 32 erano convertiti in carne. Il dato è vecchissimo. Oggi è molto peggio! Ooooops! Dimenticavo: nell’operazione di conversione si perdevano (credo che oggi sia uguale) oltre 90 tonnellate di alimenti di origine vegetale.</div>
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<div>Per meglio capire ciò che tutto questo significa immaginatevi seduti al tavolo di un ristorante davanti ad una bistecca di circa 250 grammi. Virtualmente, sedute accanto a voi, ci sono altre 50 persone. Davanti a loro però c’è una tazza vuota. Voi non le vedete per il semplice fatto che queste 50 persone abitano in Africa, in Asia o in America Latina.</div>
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<p>Quello che dovrebbe far riflettere è che se invece della vostra bistecca si fossero prodotte graminacee le 50 tazze sarebbero piene di cereali cotti. Cereali che si è però mangiati la vacca dalla quale è stata ricavata la vostra bistecca di 250 grammi.<br />
Riassumendo si può affermare che per ammazzare la gente non è necessario imbracciare un Kalashnikov, basta andare in macelleria &#8230;e l&#8217;olocausto è servito.</p>
<div>
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<div>PS. Questo è il tipo di ragionamento che un vegano potrebbe portare in parlamento; se vi va la lista è la numero 5 (i verdi del ticino) e io sono il candidato 86. Ma ci sono anche Barbara Conrad (23) e Francesca Machado (54).</div>
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		<title>La giustizia? Questione di risorse e non di principi, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2015 13:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dalla teoria alla pratica]]></category>
		<category><![CDATA[pene e sanzioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Traffico, ambiente e lavoro… se fossi un politico vero scriverei dei temi che più preoccupano  i ticinesi. Purtroppo per me però, non riesco ad improvvisarmi esperto di robe di cui capisco poco o nulla (forse è proprio per quello che &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2015/03/la-giustizia-questione-di-risorse-e-non-di-principi-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Traffico, ambiente e lavoro… se fossi un politico vero scriverei dei temi che più preoccupano  i ticinesi. Purtroppo per me però, non riesco ad improvvisarmi esperto di robe di cui capisco poco o nulla (forse è proprio per quello che in molti hanno soluzioni per tutto).</p>
<p>Io sono criminologo e mi intendo di questioni di controllo sociale. Non sono un genio e non ho soluzioni pronte neppure in questo campo… ma mi accorgo quando qualcuno cerca di spegnere un incendio &#8211; magari un fuocherello &#8211; innaffiandolo con la benzina.</p>
<p>Il fenomeno dello “spostamento del crimine” è conosciuto e documentato da almeno 50 anni. Fa parte dell’ABC della criminologia, eppure in Ticino “il nuovo che avanza” si è fermato a tecniche che risalgono al mesozoico &#8211; quando i grossi dinosauri massacravano quelli piccoli &#8211; dando vita alla politica degli ecuadorégni <i>föö di ball</i>,  dei mendicanti colpevoli di esser poveri e via discorrendo.</p>
<p>La teoria della prevenzione generale, su cui poggia tutto il discorso criminologico, è semplice: a una trasgressione deve seguire una severa sanzione. Se la sanzione non è severa o &#8211; peggio ancora &#8211; non è certa, l’apparato giudiziario perde credibilità e s&#8217;indebolisce. Un apparato giudiziario sano e credibile promette solo quello che può <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/05/quando-il-costo-della-giustizia-uccide-la-sicurezza-di-michel-venturelli-il-caffe-25-5-14/" target="_blank">mantenere</a>.</p>
<p>Le commissioni che lavorano al progetto di riforma della giustizia ci diranno prossimamente di cosa hanno bisogno per operare al meglio. Considerando che Noseda piange ogni anno decine di migliaia di ore supplementari, possiamo facilmente immaginate cosa vorranno lui e tutti gli altri commissari.</p>
<p>La repressione, quale mezzo prevalente per il controllo sociale, è economicamente insostenibile: già oggi in Ticino sforiamo i 200 milioni ai quali bisogna aggiungere il costo delle polizie comunali; considerando che il sistema giudiziario è come un <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/06/la-logica-dellimbuto-di-michel-venturelli/" target="_blank">imbuto</a>, capiamo che è inutile aumentare il numero di poliziotti senza potenziare adeguatamente magistratura e carcere&#8230; e considerando lo stato delle finanze,  sentir parlare di nuovo carcere, fa quasi tenerezza.</p>
<p>Le ristrettezze finanziarie ci obbligano ad essere innovativi e creativi, ma soprattutto <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/06/la-legge-e-la-fede-di-michel-venturelli/" target="_blank">pragmatici</a>. Siccome non possiamo permetterci di potenziare ad oltranza l’apparato repressivo è imperativo sviluppare delle tecniche di controllo sociale efficaci nel tempo ed economicamente percorribili, come da anni si fa in altri Paesi.</p>
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		<title>Quando la politica è peggio di un pappone…, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 13:34:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Se la città di Lugano farà quel che ha promesso, questo mese comincerà a far chiudere quegli appartamenti che da anni sono utilizzati come luogo di lavoro &#8211; e abitazione &#8211; dagli operatori e dalle operatrici del sesso che lavorano in città. Diversi affitta-camere &#8211; le persone per il tramite delle quali la maggioranza di chi lavora “fra le mura domestiche” si affida per trovare un luogo di lavoro temporaneo &#8211; hanno già ricevuto lettere e ingiunzioni di chiusura dell&#8217;attività da parte del Municipio.</p>
<p>Poco corretto da parte della città è che tra i destinatari ci siano persone che mesi fa hanno chiesto i cambiamenti di destinazione per gli appartamenti con cui lavorano e hanno lavorato per anni. Pratiche a cui la città non ha neppure risposto per poi imporre dei temini di chiusura difficilmente gestibili.</p>
<p>Anche questa volta l’autorià si mostra poco autorevole e molto autoritaria. <i>Anche questa volta</i>, perché questa storia ne ricorda altre: le macchinette mangia-soldi, i canapai e i bordelli.  Con gli appartamenti a luci rosse è successa la stessa cosa. Prima si è tollerato di tutto e di più e poi più niente, come se questo modo di agire fosse privo di conseguenze per chi in un determinato settore lavora e ha investito e pianificato per anni.</p>
<p>Con la chiusura dei canapai si sono spinti frotte di consumatori, prevalentemente  giovani,  tra le braccia di chi lucrava sul mercato nero (e non) delle sostanze psico-attive. Anche sostanze ben più pericolose della marjiuana come l’alcol e la cocaina prima, e le anfetamine poi. Ragazzini immolati sulla politica del “celodurismo” più becero.</p>
<p>Con la gestione del fenomeno prostituzione lo Stato fa anche peggio. La decisione di Lugano non è che la ciliegina sulla torta dei torti subiti da donne e transessuali, l’anello più debole della catena che compone il mercato del sesso in Ticino.</p>
<p>Prostitute che ancora una volta in poco tempo si vedono ridurre le possibilità di lavoro, da quegli stessi papponi che reclameranno la loro parte in cambio di autorizzazioni per lavorare in posti da cui poi saranno probabilmente espulse&#8230; Kafka non avrebbe saputo fare di meglio.</p>
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		<title>Giustizia?, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2014 14:21:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I tribunali esistono anche per frapporsi tra chi ha subito un torto e chi lo ha arrecato ed evitare così la giustizia privata. Giustizia privata. Come successo in Francia dove, a inizio estate, un ladro sedicenne è finito in coma dopo essere stato prelevato da un gruppo di uomini incappucciati che lo hanno picchiato, torturato e abbandonato in un carrello della spesa vicino a un’autostrada.</p>
<p>Anche se in modo meno radicale pure in Ticino ci sono vittime che alla giustizia ci credono sempre meno. <em>“L’ho preso e gliene ho date tante…”</em> Parla così un commerciante ticinese truffato per decine di miliaia di franchi da un fedele impiegato. Dopo aver sporto regolare denuncia sta aspettando che i tribunali si occupino del suo caso. Se in un primo tempo ha creduto alla bontà della giustizia adesso &#8211; che dai fatti è passato più di un anno e il suo ex-fedele impiegato è in giro tranquillo &#8211; ci crede sempre meno. <em>“E chissenefrega! I soldi non li rivedrò più, ma almeno mi sono sfogato”.</em></p>
<p>Anche i poliziotti luganesi, sempre più minacciati, sbeffeggiati e malmenati aspettano che il ministero pubblico decida delle loro denunce. Loro non sono come il commerciante e alla giustizia ci devono credere per forza. Ma tutto ha un limite. Essere poliziotti è una cosa, essere grulli un’altra; così il capo del dicastero sicurezza ha scritto al procuratore generale ricordandogli che se un cittadino pensa di poter picchiare impunemente un poliziotto non va bene.</p>
<p>Fa quasi tenerezza, ma Bertini ci crede a fondo; adesso vedremo cosa trascurerà il ministero pubblico per dargli soddisfazione, se e quando gliela darà.</p>
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		<title>Nulla di Stupefacente, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 11:15:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La risposta del Coniglio di Stato alla proposta dell’Associazione Canapa Ricreativa Ticino (ACRT), che propone un modello di consumo ricreativo tra adulti in un contesto privato, è arrivata. Nulla di stupefacente! E’ negativa. Più che un parere scientifico, quello del &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2014/07/nulla-di-stupefacente-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La risposta del Coniglio di Stato alla proposta dell’Associazione Canapa Ricreativa Ticino (ACRT), che propone un modello di consumo ricreativo tra adulti in un contesto privato, è arrivata.</p>
<p>Nulla di stupefacente! E’ negativa.</p>
<p>Più che un parere scientifico, quello del CdS sembra essere il manifesto di una scuola di pensiero. Principale preoccupazione del Governo è che la canapa fa male soprattutto ai più giovani (è forse per questo che il CdS vuole continuare a garantire i proventi di produzione, trasporto e commercio alle organizzazioni criminali che notoriamente si preoccupando per la salute pubblica) e sottolinea che in Ticino il fenomeno non ha assunto livelli di emergenza pubblica.</p>
<p>Resta da capire cosa intende il Governo con “emergenza pubblica”; è vero: in Ticino non ci si spara addosso per strada a causa dell’erba, però sul mercato ci sono delle varietà di canapa che per la salute pubblica sono una vera e propria minaccia, ma di questo il Consiglio di Stato non sembra preoccuparsi affatto. La politica è riuscita a fare in modo che il cittadino si preoccupi per i tassi più o meno alti di THC, ma tutti se ne infischiano dell’ammoniaca, della lacca, della lana di vetro e veleni vari che si trovano anche nell’erba che si vende per la strada in Ticino.</p>
<p>E che c’è questo problema gli esperti del CdS lo sanno eccome; nella sua presa di posizione il Gruppo d’esperti (GE) del Coniglio di Stato scrive: <em>“L’attuale contesto del mercato nero non consente di rilevare compiutamente le caratteristiche  della canapa e dei prodotti derivati presenti sul mercato nero… la tipologia delle sostanza da taglio può variare anch’essa di molto e alcune delle sostanze riscontrare sono dannose”</em>. E qui si accenna al passato senza avere il coraggio di andare in fondo al discorso, come auspicava tra l’altro una mozione sul testing<a title="" href="#_ftn1">[1]</a> depositata oltre 4 anni fa.</p>
<p>Dicevamo: dimenticata nei cassetti del Governo per oltre 4 anni, la mozione è ora stata riesumata da Sergio Savoia – allora primo firmatario &#8211; che ha notato pure lui che nello scritto del Gruppo di Esperti si dice che uno dei grandi problemi è dovuto dalle sostanze da taglio. Si spera ora che l’intervento del deputato verde serva – soprattutto alla luce del parere del gruppo di esperti del Governo – ad affrontare l’argomento in modo serio.</p>
<p>Infine, confondendo il comico con il ridicolo, Beltraminelli scrive a Berna per comunicare che <em>&#8220;in Ticino non sussiste un’emergenza canapa, pertanto non chiederemo di avviare il progetto pilota propostoci&#8221;</em>, ma che non si oppone (!) se altri cantoni volessero fare un progetto pilota.</p>
<p>Siam tutti più tranquilli!</p>
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<hr align="left" size="1" width="33%" />
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<p><a title="" href="#_ftnref">[1]</a> Il testing, pratica in uso da una quindicina di anni a Berna e Zurigo, da una parte permette ai consumatori di verificare la composizione delle sostanze prima di farne uso e dall’altra consente alle autorità di sapere quali sostanze sono presenti sul mercato per preparare delle campagne preventive e delle strategie repressive aderenti alla realtà.</p>
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		<title>La legge e la fede, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 14:03:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’antiproibizionismo non è un problema di fede, bensì un problema di matematica elementare. Faccio un esempio: tra il 2000 e il 2002, nel campo del trattamento a base d’eroina in atto in Svizzera,  sono stati prescritti 541,4 Kg di eroina &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2014/06/la-legge-e-la-fede-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’antiproibizionismo non è un problema di fede, bensì un problema di matematica elementare.</p>
<p>Faccio un esempio: tra il 2000 e il 2002, nel campo del trattamento a base d’eroina in atto in Svizzera,  sono stati prescritti 541,4 Kg di eroina terapeutica. Costo della sostanza: 8 milioni di franchi svizzeri. Tanti?</p>
<p><strong>541.4kg X 400% = 2165.5 kg</strong></p>
<p><strong></strong><strong>120 franchi X 2&#8217;165&#8217;500 grammi = </strong><strong>259&#8217;860&#8217;000 franchi</strong></p>
<p>Sul mercato nero, in Svizzera, la sostanza è tagliata mediamente del 75%, di conseguenza i 541,4 Kg diventerebbero 2165,6. Svendendoli al dettaglio a 120 franchi il grammo si ricaverebbero 259&#8217;860&#8217;000 franchi. Riassumendo: il trattamento a base d’eroina ha avuto come effetto indiretto di sottrarre oltre 259&#8217;860&#8217;000 di franchi al crimine organizzato.</p>
<p>Altro esempio: Prima dell’adozione delle strategie di riduzione del danno, tra cui l’eroina terapeutica, in Svizzera erano recensiti 30000 eroinomani. Tossicodipendenti che consumavano almeno un grammo di eroina al giorno.</p>
<p><strong>30000 persone X 365 giorni = </strong><strong>10950 kg</strong></p>
<p>10,95 tonnellate, di una sostanza iper-tagliata chiamata eroina, erano necessarie per soddisfare il solo mercato interno (il numero delle tonnellate in transito non è stimabile). Considerando che in quegli anni la polizia non sequestrava più di qualche decina di chili l’anno possiamo dedurre che l’operato delle forze dell’ordine era (ed è) ininfluente sul mercato.</p>
<p>Sembra però di capire che tutto quello che sottrae clienti al mercato nero ha effetti benefici sull’ordine pubblico. E’ matematico!</p>
<p>&nbsp;</p>
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