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	<title>Criminologia Online &#187; mercato del sesso</title>
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	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
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		<title>la politica delle zoccolette, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2015 18:02:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Attaccando la revisione della proposta di legge sulla prostituzione Giorgio Galusero mi mette in difficoltà. Mi mette in difficoltà perché mi obbliga a condividere la posizione di Norman Gobbi, che anch&#8217;io (come tutti) ritengo un super poliziotto, ma un pessimo &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2015/05/la-politica-delle-zoccolette-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Attaccando la revisione della proposta di legge sulla prostituzione Giorgio Galusero mi mette in difficoltà. Mi mette in difficoltà perché mi obbliga a condividere la posizione di <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/05/gobbi-quo-vadis-di-michel-venturelli/" target="_blank">Norman Gobbi</a>, che anch&#8217;io (come tutti) ritengo un super poliziotto, ma un pessimo amministratore. Un fine politico però (nel senso della politichetta)!  Lui sa che le azioni di forza piacciono agli elettori che plaudono chi usa molto i muscoli e <a href="http://www.criminologiaonline.com/2015/03/la-giustizia-questione-di-risorse-e-non-di-principi-di-michel-venturelli/" target="_blank">poco il pallottoliere</a>. Tutti vogliamo sicurezza. Nessuno è nemico della sicurezza! Ma qualcuno non sa contare.</div>
<div></div>
<div>Per ottenere la massima sicurezza possibile bisogna mirare a una sicurezza dai costi sostenibili. È disonesto millantare soluzioni favolose dai costi impraticabili. La strategia repressiva ha funzionato per anni, ma oggi da sola rappresenta un costo eccessivo se vogliamo continuare ad avere un tasso di sicurezza decente, senza intaccare troppo gli altri servizi dello Stato, anch&#8217;essi necessari al cittadino</div>
<div></div>
<div>Purtroppo Gobbi non sa neppure cosa fa la polizia. L’elenco dei compiti che &#8220;competono necessariamente alla polizia e dei compiti oggi delegati alla polizia, ma che potrebbero essere eseguiti da altri servizi&#8221;, <i> </i>lo chiesero i verdi al Governo in una mozione dal titolo  <a href="http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/mozioni/pdf/MO829.pdf" target="_blank">“Liberare la polizia dai compiti che non le competono&#8221;</a>. Era il 20 giugno del 2011. Stiamo sempre aspettando una risposta.</div>
<div>Da anni si chiede al ministro leghista di studiare il fenomeno, ma lui si limita a combatterlo e ad esibire cifre fuori contesto che lo mostrano vincitore. Come in un regime.</div>
<div></div>
<div>Oso sperare che le posizioni e le operazioni make-up a fini elettorali siano ora concluse, e che si torni finalmente a ragionare adottando soluzioni pragmatiche. Quello che i liberali e i ppd chiamano &#8220;un vademecum per aprire un bordello&#8221;, non è altro che un insieme di regole molto molto astringenti, che definiscono la posizione di chi ambisce a gestire un postribolo; questo perché è un&#8217;attività che non si può affidare, e non deve essere affidata, a chiunque&#8230; ed è inutile la norma che impone il divieto di entrata ai minori? Mah! Si dice anche che la proposta non accenna all&#8217;arginamento del meretricio, come se già non ci fossero gli strumenti utili a contenere le attività considerate moleste&#8230; e via discorrendo. Il culmine della malafede vien toccato quando, cercando di mettere Gobbi in difficoltà, il plr e il suo deputato hanno proposto di proibire la pubblicità a &#8220;luci rosse&#8221;. Possibilità la cui base legale è stata sviscerata dal parlamento cantonale due legislature fa, quando tra quelli che ebbero ragione ci fu proprio il Plrt. Plrt che però si trovava a difendere posizioni diametralmente opposte a quelle odierne, con il foglio liberale per eccellenza &#8211; la Regione &#8211; che pubblicava annunci erotici per oltre 1 milione di franchi all&#8217;anno. Il mercato adesso si è spostato sul Mattino della domenica, e questo sembra essere l&#8217;unico motivo comprensibile &#8211; ma difficilmente giustificabile &#8211; per il quale il partito liberale è oggi contrario alla pubblicazione di tali annunci.</div>
<div></div>
<div>La legge &#8220;Gysin&#8221;, checchenedicano Galusero &amp; co,  è attualmente l&#8217;unica delle diverse versioni sin qui proposte e studiate che, considerando i mezzi disponibili, permette di avere un buon controllo del mercato. Ci sono inoltre le regole che tutelano al meglio gli interessi dei cittadini, garantendo nel contempo i diritti fondamentali di chi si prostituisce (eh sì! anche le puttane hanno dei diritti)… il che di per sè, in una democrazia, sarebbe già da considerarsi un bel passo avanti.</div>
<div></div>
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		<title>Quando la politica è peggio di un pappone…, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 13:34:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se la città di Lugano farà quel che ha promesso, questo mese comincerà a far chiudere quegli appartamenti che da anni sono utilizzati come luogo di lavoro &#8211; e abitazione &#8211; dagli operatori e dalle operatrici del sesso che lavorano &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2015/01/quando-la-politica-e-peggio-di-un-pappone-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se la città di Lugano farà quel che ha promesso, questo mese comincerà a far chiudere quegli appartamenti che da anni sono utilizzati come luogo di lavoro &#8211; e abitazione &#8211; dagli operatori e dalle operatrici del sesso che lavorano in città. Diversi affitta-camere &#8211; le persone per il tramite delle quali la maggioranza di chi lavora “fra le mura domestiche” si affida per trovare un luogo di lavoro temporaneo &#8211; hanno già ricevuto lettere e ingiunzioni di chiusura dell&#8217;attività da parte del Municipio.</p>
<p>Poco corretto da parte della città è che tra i destinatari ci siano persone che mesi fa hanno chiesto i cambiamenti di destinazione per gli appartamenti con cui lavorano e hanno lavorato per anni. Pratiche a cui la città non ha neppure risposto per poi imporre dei temini di chiusura difficilmente gestibili.</p>
<p>Anche questa volta l’autorià si mostra poco autorevole e molto autoritaria. <i>Anche questa volta</i>, perché questa storia ne ricorda altre: le macchinette mangia-soldi, i canapai e i bordelli.  Con gli appartamenti a luci rosse è successa la stessa cosa. Prima si è tollerato di tutto e di più e poi più niente, come se questo modo di agire fosse privo di conseguenze per chi in un determinato settore lavora e ha investito e pianificato per anni.</p>
<p>Con la chiusura dei canapai si sono spinti frotte di consumatori, prevalentemente  giovani,  tra le braccia di chi lucrava sul mercato nero (e non) delle sostanze psico-attive. Anche sostanze ben più pericolose della marjiuana come l’alcol e la cocaina prima, e le anfetamine poi. Ragazzini immolati sulla politica del “celodurismo” più becero.</p>
<p>Con la gestione del fenomeno prostituzione lo Stato fa anche peggio. La decisione di Lugano non è che la ciliegina sulla torta dei torti subiti da donne e transessuali, l’anello più debole della catena che compone il mercato del sesso in Ticino.</p>
<p>Prostitute che ancora una volta in poco tempo si vedono ridurre le possibilità di lavoro, da quegli stessi papponi che reclameranno la loro parte in cambio di autorizzazioni per lavorare in posti da cui poi saranno probabilmente espulse&#8230; Kafka non avrebbe saputo fare di meglio.</p>
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		<title>Un lungo lavoro mandato al macero, di Michel Venturelli (il Caffè, 15.6.14)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2014 08:04:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo “domino” la maggior parte dei bordelli sono chiusi e anche grazie alla pessima gestione del dossier da parte di alcuni comuni, il numero delle professioniste spalmate negli appartamenti si è moltiplicato. Se oggi si dovesse chiudere ancora un bordello &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2014/06/un-lungo-lavoro-mandato-al-macero-di-michel-venturelli-il-caffe-15-6-14/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo “domino” la maggior parte dei bordelli sono chiusi e anche grazie alla pessima gestione del dossier da parte di alcuni comuni, il numero delle professioniste spalmate negli appartamenti si è moltiplicato. Se oggi si dovesse chiudere ancora un bordello la situazione per le donne munite di regolare permesso diventerebbe disastrosa, e i cittadini di alcuni comuni rischierebbero di ritrovarsi con “la meretrice della porta accanto”.</p>
<p>Ad Arbedo, Cadenazzo e Losone è già realtà. “La Gente” ringrazia.</p>
<p>Purtroppo sperare in una strategia criminologicamente coerente, e un trattamento umano da parte del Ministero Pubblico, sembra essere troppo; la legge e chi la applica non sempre son sufficienti a far giustizia.</p>
<p>Le Autorità parlano &#8211; a volte straparlano – di tratta di esseri umani, ma ignorano le misure consigliate dalla Confederazione per combattere il fenomeno: prevenzione, perseguimento penale, collaborazione e protezione delle vittime…  ma le eventuali vittime, in occasione delle retate, la polizia ticinese le butta in strada senza fornir loro aiuti di nessun tipo.</p>
<p>Spostate come pacchetti postali dal ministero pubblico, ma non solo.</p>
<p>In parlamento è stato grande lo stupore quando si sono accorti che l’avvocato incaricato dal capo del DI ha scritto la legge senza interpellare le prostitute. Così, due anni dopo che Gobbi ha preso in mano il dossier, la sottocommissione della legislazione comincia a convocare i vari attori del settore. Passa un altro anno e il gruppo coordinato da Greta Gysin presenta una proposta ben calibrata, che considera le necessità di tutti ; anche quelle delle donne mandate dalla magistratura a lavorare in appartemento, e dimenticate nella versione originale della legge.</p>
<p>Poi è il grande risveglio dei liberali che a « meno cinque » vogliono proibire la pubblicità, misura impossibile come già appurato durante la scorsa legislatura, ma tantè !  L’occasione per azzoppare Gobbi è ghiotta e Galusero non esita.  E Gobbi che fa? Manda al macero quattro anni di lavori e interpella i balivi per « avere chiarimenti sulle intenzioni delle autorità federali in merito ai prossimi sviluppi nel contesto del settore a luci rosse ».</p>
<p>E in aprile si ricomincia…</p>
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		<title>Gobbi quo vadis?, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2014 12:10:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In GC era contro la polizia unica e adesso la vuole; si ritira con i colleghi e tutti assieme decidono per la severissima road map, ma lui il giorno dopo se ne esce chiedendo 200 poliziotti in più; in diretta &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2014/05/gobbi-quo-vadis-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In GC era contro la polizia unica e adesso la vuole; si ritira con i colleghi e tutti assieme decidono per la severissima road map, ma lui il giorno dopo se ne esce chiedendo 200 poliziotti in più; in diretta TV racconta di affidare i pattugliamenti contro i furti nelle case ai militi della protezione civile, ma i capi di quest’ultima non ne sanno nulla e quando lo sanno&#8230; non ne vogliono sapere.</p>
<p>Gobbi, a capo di un dicastero che lui stesso a sollecitato di dirigere, non ha brillato. Anzi: da quando governa lui, i furti con scasso sono aumentati di oltre il 50%, nonostante il governo sostenga che la situazione è <a href="http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/pdf/m6941.pdf" target="_blank">sotto controllo.</a></p>
<p>Gobbi passerà alla storia per esser quel ministro che si è trovato sul tavolo una legge presentabile (della cui eventuale inefficacia avrebbe tra l’altro risposto qualcun altro!), ci ha messo più di due anni a conciarla da buttar via e se l’è fatta respingere più  volte dai suoi colleghi del CdS; legge che poi è rimasta in parlamento per un anno e mezzo perché la sottocommissione della legislazione ha dovuto fare il lavoro che il relatore della legge incaricato da Gobbi non ha pensato di fare: interpellare chi lavora nel settore come puttane, transessuali e imprenditori.</p>
<p>A frequentar brutte compagnie a volte s’imparan tante cose. Ma il relatore scelto da Gobbi di amicizie ne ha altre!</p>
<p>Com’è possibile che si sia dovuto attendere l’arrivo della Sottocommissione dalla legislazione per rendersi conto che il giurista ha scritto la legge ignorando deliberatamente il parere e le raccomandazioni del Medico cantonale, di Primis e di May Day?</p>
<p>E evidente che l’attuale capo del DI non può permettersi di arrivare in campagna elettorale con addosso anche i partiti storici. Partiti storici che ora approfittano in maniera indecente della goffaggine di Gobbi, e per regolare i conti non esitano a distruggere il lavoro della sottocommissione della legislazione, che regolamenta in modo interessante anche la posizione di chi lavora in appartamento. Cosa che la legge Santini, scritta durante l’era Pedrazzini, e quella del Camponovo dell’era Gobbi, non erano state capaci di fare.</p>
<p>Il Governo manda tutto alle ortiche e lo fa collegialmente. Il 30 maggio emana un comunicato stampa che fa bella mostra di se sulla home del governo dove si può leggere che <em>“dopo attenta analisi della situazione comunica</em>…” al contribuente che neppure lo sperpero indicibile e indecente di denaro pubblico impedisce al <em>“ Governo di surgelare la revisione della legge sulla prostituzione&#8230;” . …  “</em><em>Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, Direttore, di-dir@ti.ch, tel. 091 / 814 31 29</em>.<em></em></p>
<p>O il cittadino è stupido o il governo lo considera tale quando se ne esce a raccontare che bisogna rivolgersi alla <em>“Consigliera federale Simonetta Sommaruga, responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia, per avere dei chiarimenti sulle intenzioni delle Autorità federali in merito ai prossimi sviluppi nel contesto del settore a luci rosse</em>”.</p>
<p>La posizione delle autorità federali è chiarissima!</p>
<p>Altrettanto chiaro è che il governo non ha una soluzione, ma nei balivi ha trovato i colpevoli, o per lo meno un&#8217;ottima scusa per sfuggire alle proprie responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vittime di tratta? La polizia le maltratta, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 14:26:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Oltre la metà delle prostitute che lavorano nei contact-club ticinesi sono vittime di tratta degli esseri umani”. Lo ha dichiarato il procuratore generale John Noseda il 26 novembre scorso durante la serata &#8211; che trattava di prostituzione e della futura &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2014/01/vittime-di-tratta-la-polizia-le-maltratta-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Oltre la metà delle prostitute che lavorano nei contact-club ticinesi sono vittime di tratta degli esseri umani”. Lo ha dichiarato il procuratore generale John Noseda il 26 novembre scorso durante la serata &#8211; che trattava di prostituzione e della futura legge cantonale &#8211; promossa da Amnesty International Svizzera, dall’Associazione Malala, dal DAISI (gruppo Donne Amnesty International della Svizzera Italiana) e dall’Osservatore Democratico.</p>
<p>Se oltre la metà delle donne che si prostituiscono in Ticino sono vittime di tratta vien da chiedersi che ci sta a fare il gruppo TESEU che a queste donne fornisce le necessarie autorizzazioni per lavorare nei locali ticinesi.</p>
<p>Ce lo chiediamo soprattutto se consideriamo che le misure adottate dalla Confederazione per combattere il fenomeno della tratta degli esseri umani si fondano su quattro pilastri: prevenzione, perseguimento penale, collaborazione e protezione delle vittime&#8230; quelle stesse vittime (secondo il PG) che in occasione delle retate la polizia butta in strada senza fornir loro aiuti di nessun tipo.</p>
<p>Che tra quel che dice Berna e quel che fa il Ticino ci siano un paio di ere geologiche di distanza?</p>
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		<title>Oltre la missionaria, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2013 09:10:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al nono congresso della federazione europea di sessuologia (EFS), tenutosi a Roma nel 2008,  il Centro interdisciplinare per la ricerca in sessuologia (CIRS) presentò un’interessante ricerca fatta nei bordelli ticinesi con la collaborazione della CASI (club associati svizzera italiana);  tramite un questionario auto-somministrato a risposta multipla sottoposto a 108 prostitute si indagò su diversi temi - perversioni, salute, percezione del rischio, ecc. - ottenendo uno spaccato interessante sulle persone che fanno il mercato del sesso ticinese e sui clienti che questo mercato lo frequentano.
 <a href="https://www.criminologiaonline.com/2013/08/oltre-la-missionaria-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Al nono congresso della federazione europea di sessuologia (EFS), tenutosi a Roma nel 2008,  il Centro interdisciplinare per la ricerca in sessuologia (CIRS) presentò un’interessante ricerca fatta nei bordelli ticinesi con la collaborazione della CASI (club associati svizzera italiana);  tramite un questionario auto-somministrato a risposta multipla sottoposto a 108 prostitute si indagò su diversi temi &#8211; perversioni, salute, percezione del rischio, ecc. &#8211; ottenendo uno spaccato interessante sulle persone che fanno il mercato del sesso ticinese e sui clienti che questo mercato lo frequentano.</p>
<p>Il titolo del lavoro era <a href="http://www.cirs-online.it/upload/allegati/ricerca_prostituzione.pdf">PROSTITUZIONE E IDENTITÀ SESSUALE MASCHILE</a>.</p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dal punto di vista criminologico una cosa salta subito all’occhio: ben l’80% dei clienti chiede contatti senza preservativo e il 72% è disposto a pagare di più per averli. Dati questi di cui si capisce la portata solo se si analizza la composizione dell’offerta sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dal punto di vista qualitativo risulta che l’offerta di sesso a pagamento &#8211; che quando è stata fatta la ricerca era di origine prevalentemente illegale &#8211; arriva da donne provenienti da Paesi poveri. Oggi l’offerta proviene da donne in regola con le leggi, ma la loro origine non cambia e oggi come allora sono economicamente molto fragili. Il problema è che sono in tante &#8211; e qui arriviamo all’aspetto quantitativo dell&#8217;analisi &#8211; e di conseguenza la concorrenza tra loro è notevole. Questo fa sì che per lavorare hanno principalmente due possibilità: o diminuiscono i prezzi, o aumentano la “qualità” delle prestazioni; vale a dire che vanno ad aumentare la percentuale di donne disposte a lavorare, almeno in parte, senza protezioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sarebbe oggi interessante capire come è evoluta la situazione del mercato del sesso ticinese che in questi ultimi 6 anni ha subito notevoli modifiche;  se quanto sopra dovesse confermarsi, sarebbe bene che le autorità considerino seriamente l’ipotesi di potenziare adeguatamente i servizi di consulenza destinati a chi offre (e compera) sesso a pagamento. </span></p>
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		<title>Diamo i numeri*, di Michel Venturelli</title>
		<link>https://www.criminologiaonline.com/2011/11/diamo-i-numeri-di-michel-venturelli/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 11:46:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[* &#8220;Diamo i numeri&#8221; è stato pubblicato da Il Caffè nel luglio di 9 anni fa. Lo riproponiamo qui sperando che non torni d&#8217;attualità fra 10 anni. &#160; E così, a 6 mesi dalla sua entrata in vigore, la nuova &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/diamo-i-numeri-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>* <strong><em>&#8220;Diamo i numeri&#8221; è stato pubblicato da Il Caffè nel luglio di 9 anni fa. Lo riproponiamo qui sperando che non torni d&#8217;attualità fra 10 anni.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E così, a 6 mesi dalla sua entrata in vigore, la nuova legge sulla prostituzione non ha risposto alle aspettative delle autorità. Sulle 200 o 300 professioniste che attualmente esercitano sul territorio cantonale si sono annunciate solo 2 operatrici del sesso. Più del 99% delle prostitute ancor oggi lavora nell’illegalità.</p>
<p>Va sottolineato che se la normativa avesse risposto alle aspettative del governo le proporzioni raggiunte sarebbero comunque state modeste. Secondo le stime delle autorità stesse non sono più di 20 le prostitute che avrebbero potuto mettersi in regola con la legge. Meno del 10% del totale delle professionite che oggi esercitano sul territorio cantonale.</p>
<p>Sempre parlando di cifre, poco meno di un anno fa, la polizia sosteneva che circa il 2% delle ragazze era sfruttata da un magnaccia. All’epoca si recensivano circa 600 ragazze, 12 di loro (il 2% di 600) avevano uno sfruttatore.</p>
<p>Oggi la polizia dichiara che grazie alla nuova legge è possibile fare controlli più frequenti nei locali a luci rosse. Questo, sempre secondo la polizia, ha contribuito a diminuire il numero di sfruttatori provenienti dall’est europeo.</p>
<p>Se le oscillazioni del numero di prostitute registrato dalle autorità non influenza la percentuale di ragazze sfruttate, è lecito dedurne che il tasso di queste ultime è precipitato al di sotto del 2%.</p>
<p>Se i calcoli reggono le possibilità sono almeno due:</p>
<p>o il canton Ticino detiene un record invidiabile di prostitute libere da costrizioni e violenze psico-fisiche, oppure ci sono degli errori nelle cifre pubblicate dalle autorità.</p>
<p>Quel che è certo è che malgrado gli sforzi del governo molti bordelli “storici” hanno riaperto, mentre altri non sono mai stati chiusi.</p>
<p>Sembra quindi che in un’epoca di voragini legislative sempre più profonde la repressione pura e dura non sia sufficiente per ottenere risultati decenti. La risposta sociale al crimine organizzato, e a quello che si sta organizzando, dovrebbe organizzarsi pure lei cercando, in attesa del rimedio, di ridurre almeno il danno. Facendo cioè in modo che il tempo necessario ad attrezzarsi con gli strumenti legali adeguati non diventi un periodo dove tutto, ma proprio tutto, è permesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tra il reale e l&#8217;ideale, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 10:42:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando una cosa fa male l&#8217;ideale sarebbe evitarla. Questo è l&#8217;ideale. Un ideale che però fa astrazione di quella che è la natura intrinseca dell&#8217;essere umano&#8230; e di quella che è la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Lo vediamo con gli &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/tra-il-reale-e-lideale-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una cosa fa male l&#8217;ideale sarebbe evitarla. Questo è l&#8217;ideale. Un ideale che però fa astrazione di quella che è la natura intrinseca dell&#8217;essere umano&#8230; e di quella che è la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Lo vediamo con gli stupefacenti: la maggior parte di noi li ritiene dannosi e pericolosi dunque ne chiediamo (e otteniamo) la proibizione&#8230; e ne lasciamo così l&#8217;intera gestione al crimine più o meno organizzato, che proprio grazie al nostro modo di affrontare il problema si è arricchito al di là di quanto un comune mortale riesce ad immaginare.</p>
<p>Il problema è che alcuni oggi vorrebbero applicare il credo proibizionista anche alla gestione del mercato del sesso: è criminogeno, quindi proibiamolo(!). Il che equivale a dire: lasciamolo gestire al crimine organizzato.</p>
<p>Se riuscissimo a chiudere tutti i bordelli &#8211; e a debellare il traffico di stupefacenti &#8211; grazie all&#8217;annullamento del divario tra i paesi esportatori e quelli importatori (divario che è la vera causa dei fenomeni qui trattati) raggiungeremmo l&#8217;ideale, ma siamo molto lontani da un ideale del genere. Vi ci possiamo però avvicinare studiando dei compromessi più o meno opportunistici; per far ciò è indispensabile scorporare l&#8217;obiettivo finale in tanti piccoli obiettivi intermedi.</p>
<p>Nel campo della prostituzione l&#8217;obiettivo da raggiungere a breve termine è quello di avere una legge che responsabilizzi i proprietari dei bordelli. Non li possiamo mettere in galera (ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti) e non possiamo chiudere i loro locali (anche qui ci abbiamo provato e abbiamo pure pagato gli indennizzi), ma saremmo in grado di obbligarli a seguire quelle regole che tutelerebbero al meglio &#8211; o alla meno peggio &#8211; la salute e la sicurezza delle donne.</p>
<p>In sintesi: la responsabilizzazione dei proprietari avrebbe dei risvolti positivi sull&#8217;attività delle donne, risolverebbe parte dei problemi di ordine pubblico ed è un obiettivo <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/strategia-economicamente-sostenibile/" target="_blank">raggiungibile con i mezzi che abbiamo a disposizione</a>.</p>
<p>Non è sicuramente il nirvana, ma è meglio di quanto abbiamo avuto negli ultimi 20 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando la legge fa harakiri, di Michel Venturelli</title>
		<link>https://www.criminologiaonline.com/2011/09/la-legge-e-lo-sfruttamento/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo pubblicato ieri da ticinonews ci da un&#8217;ulteriore spunto di discussione. Come sottolineato nel precedente commento, non è necessario che un&#8217;organizzazioni criminale sia strutturata in modo piramidale per essere pericolosa. Una struttura orizzontale, come quella che qui ci occupa, è &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/09/la-legge-e-lo-sfruttamento/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo pubblicato ieri da <a href="http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=239299&amp;rubrica=2" target="_blank">ticinonews</a> ci da un&#8217;ulteriore spunto di discussione. Come sottolineato nel precedente commento, non è necessario che un&#8217;organizzazioni criminale sia strutturata in modo piramidale per essere pericolosa. Una struttura orizzontale, come quella che qui ci occupa, è molto più difficile controllare ed eliminare proprio perché difficilmente lascia tracce macroscopiche e correlabili tra loro.</p>
<p>Ma come è possibile che così tante persone che commettono reati &#8211; furti, skimming, sfruttamento, ecc. &#8211; non siano conosciute dalla polizia cantonale, malgrado figurino nelle banche dati, ad esempio, dell&#8217;interpol?</p>
<p>La risposta &#8211; probabilmente la risposta principale &#8211; la si trova leggendo il regolamento che disciplina le notifiche alla polizia degli ospiti delle strutture alberghiere nel nostro Paese. L&#8217;articolo 2 di tale regolamento dice che &#8220;<em>Le famiglie (marito, moglie, figli) sono notificate con un unico bollettino o inserendo una sola volta i dati del capo famiglia, indipendentemente dall’età dei figli, indicando il numero dei congiunti e il numero di questi ultimi con più e rispettivamente meno di 14 anni.</em>&#8221; Questo articolo permette a un numero imprecisato di delinquenti di risiedere con le proprie vittime nel nostro Paese, senza aver bisogno di rilasciare le proprie generalità alle autorità. Quando si trova davanti più avventori l&#8217;affittacamere si limita a comunicare alla polizia le generalità del capo famiglia e aggiunge un &#8220;+&#8221; per indicare che c&#8217;è anche un accompagnatore (o un&#8217;accompagnatrice), senza però fornirne le generalità. Questo impedisce alle autorità di sapere se l&#8217;accompagnatore in questione è un criminale, magari colpito da un mandato d&#8217;arresto internazionale.</p>
<p>La procedura in vigore non è rassicurante, soprattutto se consideriamo che da qualche mese in Ticino ci sono sempre più appartamenti affittati a prostitute regolarmente notificate e&#8230; accompagnate.</p>
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		<title>Teseu: nessun racket a luci rosse, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ticinonews torna sul fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, lanciato ieri dal CdT e ripreso anche da criminologiaonline.com, con un&#8217;intervista al capo della buoncostume nostrana. Il commissario sostiene che non c&#8217;è nessun allarme e che gli episodi riportati ieri dal quotidiano &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/09/teseu-nessun-racket-a-luci-rosse/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ticinonews torna sul fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, lanciato ieri dal CdT e ripreso anche da criminologiaonline.com, con <a href="http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=239299&amp;rubrica=2" target="_blank">un&#8217;intervista</a> al capo della buoncostume nostrana.<br />
Il commissario sostiene che non c&#8217;è nessun allarme e che gli episodi riportati ieri dal quotidiano luganese &#8220;sono isolati senza alcuna relazione tra loro&#8221;.<br />
E&#8217; possibile, come è pure possibile il contrario.<br />
Quel che è certo è che oggi molte prostitute devono render conto a un magnaccia del proprio operato. Non è necessario che questi delinquenti siano manovrati da un&#8217;unica organizzazione criminale &#8211; un racket per intenderci &#8211; per essere presenti e pericolosi. Lo sono anche lavorando in modo autonomo.<br />
Analizzando il mercato a luci rosse ticinese sembra di intuire che anche in questo settore stia succedendo quello che da tempo succede nell&#8217;ambito dello spaccio di stupefacenti. La figura del &#8220;grande capo&#8221; alla testa di un&#8217;organizzazione piramidale sembra essere scomparsa. Oggi ci sono tante &#8220;cavallette&#8221; indipendenti che occupano il mercato in maniera capillare.<br />
La struttura orizzontale che oggi domina negli scenari di <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/criminalita-diffusa/" target="_blank">criminalità diffusa</a> complica in modo esponenziale il lavoro delle autorità repressive e tende a vanificarne l&#8217;efficacia. Infatti, al contrario dei grandi capi, le cavallette sono intercambiabili: una volta che la polizia ne ha presa una le altre sono pronte a sostituirla.</p>
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