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	<title>Criminologia Online &#187; uncategorized</title>
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	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
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		<title>La logica dell&#8217;imbuto, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2014 17:48:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il sistema giudiziario è come un imbuto. Gli addetti ai lavori sanno, o dovrebbero sapere, che più ci sono arresti, più la magistratura è chiamata ad operare e più la galera si riempie. La cosa pare logica, però&#8230; Poco pratico &#8230; <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/06/la-logica-dellimbuto-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il sistema giudiziario è come un imbuto. Gli addetti ai lavori sanno, o dovrebbero sapere, che più ci sono arresti, più la magistratura è chiamata ad operare e più la galera si riempie. La cosa pare logica, però&#8230;</p>
<p>Poco pratico d&#8217;imbuti e di altri dettagli il ministro Gobbi vuole più sicurezza e la vuole nell&#8217;unico modo che conosce; non perde quindi occasione per dire e ribadire che per assolvere al suo mandato ha bisogno di più poliziotti (25, 50,100, 200 poco importa, basta che siano di più!). Pare quindi singolare che proprio lui approfitti dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario per chiedere al ministero pubblico di risparmiare.  Montesquieu a parte, Gobbi si deve essere perso il passaggio in cui il Procuratore Generale ha presentato i conti con un saldo di 21000 ore supplementari per il 2013.</p>
<p>Vien da pensare (almeno a me) che l&#8217;incoerenza e gli eccessi di semplicismo a cui ci ha abituati il ministro leghista evidenzino una qual certa incapacità di elaborare una strategia che tenga realisticamente conto dei problemi in campo e dei mezzi a disposizione per affrontarli.</p>
<p>Gli accordi di Schengen &#8211; in particolare quelli sulla libera circolazione delle persone &#8211; è innegabile,  e la scarsità di risorse del sistema giudiziario, hanno notevolmente peggiorato il sentimento d&#8217;insicurezza della popolazione. La politica di sicurezza in vigore, non solo costa un capitale, ma neppure rassicura Pantalone. E di questo bisogna tener conto quando si scelgono le strategie di contrasto alla criminalità. Strategie che per essere efficaci e andare oltre le dichiarazioni d&#8217;intenti devono essere economicamente sostenibili.</p>
<p>La strategia repressiva procura ottimi frutti. Il problema è che costa (solo il cantone spende annualmente oltre 200milioni ai quali si devono aggiungere i costi delle polizie comunali) e a causa della crisi economica i mezzi non ci sono. Sarebbe quindi giudizioso ed opportuno, prima di mettere in atto qualsiasi cosa, capire cosa possiamo permetterci di investire in termini di risorse per ottenere il miglior risultato possibile; il che a volte significa <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/riduzione-del-danno/" target="_blank">&#8220;il minor danno possibile&#8221;</a>.  Per questo motivo l&#8217;osservatorio di criminologia &#8211; chiesto in tre atti parlamentari da tre partiti diversi in tempi differenti &#8211; sarebbe un passo utile per contabilizzare e ottimizzare le risorse disponibili, che non son poche se usate intelligentemente. Norman Gobbi invece, <em>dopo attenta riflessione</em>, sostiene che la situazione sul fronte della criminalità è <a href="http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/pdf/m6941.pdf" target="_blank">sotto controllo</a>.</p>
<p>Speriamo che abbia pensato più di quando ha detto e <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/05/gobbi-quo-vadis-di-michel-venturelli/" target="_blank">fatto finora</a>.</p>
<p>Speriamolo davvero, perché le statistiche dei successi e degli insuccessi dell&#8217;ex delfino leghista diventato ministro non promettono nulla di buono.</p>
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		<title>Gobbi quo vadis?, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2014 12:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In GC era contro la polizia unica e adesso la vuole; si ritira con i colleghi e tutti assieme decidono per la severissima road map, ma lui il giorno dopo se ne esce chiedendo 200 poliziotti in più; in diretta &#8230; <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/05/gobbi-quo-vadis-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In GC era contro la polizia unica e adesso la vuole; si ritira con i colleghi e tutti assieme decidono per la severissima road map, ma lui il giorno dopo se ne esce chiedendo 200 poliziotti in più; in diretta TV racconta di affidare i pattugliamenti contro i furti nelle case ai militi della protezione civile, ma i capi di quest’ultima non ne sanno nulla e quando lo sanno&#8230; non ne vogliono sapere.</p>
<p>Gobbi, a capo di un dicastero che lui stesso a sollecitato di dirigere, non ha brillato. Anzi: da quando governa lui, i furti con scasso sono aumentati di oltre il 50%, nonostante il governo sostenga che la situazione è <a href="http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/pdf/m6941.pdf" target="_blank">sotto controllo.</a></p>
<p>Gobbi passerà alla storia per esser quel ministro che si è trovato sul tavolo una legge presentabile (della cui eventuale inefficacia avrebbe tra l’altro risposto qualcun altro!), ci ha messo più di due anni a conciarla da buttar via e se l’è fatta respingere più  volte dai suoi colleghi del CdS; legge che poi è rimasta in parlamento per un anno e mezzo perché la sottocommissione della legislazione ha dovuto fare il lavoro che il relatore della legge incaricato da Gobbi non ha pensato di fare: interpellare chi lavora nel settore come puttane, transessuali e imprenditori.</p>
<p>A frequentar brutte compagnie a volte s’imparan tante cose. Ma il relatore scelto da Gobbi di amicizie ne ha altre!</p>
<p>Com’è possibile che si sia dovuto attendere l’arrivo della Sottocommissione dalla legislazione per rendersi conto che il giurista ha scritto la legge ignorando deliberatamente il parere e le raccomandazioni del Medico cantonale, di Primis e di May Day?</p>
<p>E evidente che l’attuale capo del DI non può permettersi di arrivare in campagna elettorale con addosso anche i partiti storici. Partiti storici che ora approfittano in maniera indecente della goffaggine di Gobbi, e per regolare i conti non esitano a distruggere il lavoro della sottocommissione della legislazione, che regolamenta in modo interessante anche la posizione di chi lavora in appartamento. Cosa che la legge Santini, scritta durante l’era Pedrazzini, e quella del Camponovo dell’era Gobbi, non erano state capaci di fare.</p>
<p>Il Governo manda tutto alle ortiche e lo fa collegialmente. Il 30 maggio emana un comunicato stampa che fa bella mostra di se sulla home del governo dove si può leggere che <em>“dopo attenta analisi della situazione comunica</em>…” al contribuente che neppure lo sperpero indicibile e indecente di denaro pubblico impedisce al <em>“ Governo di surgelare la revisione della legge sulla prostituzione&#8230;” . …  “</em><em>Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, Direttore, di-dir@ti.ch, tel. 091 / 814 31 29</em>.<em></em></p>
<p>O il cittadino è stupido o il governo lo considera tale quando se ne esce a raccontare che bisogna rivolgersi alla <em>“Consigliera federale Simonetta Sommaruga, responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia, per avere dei chiarimenti sulle intenzioni delle Autorità federali in merito ai prossimi sviluppi nel contesto del settore a luci rosse</em>”.</p>
<p>La posizione delle autorità federali è chiarissima!</p>
<p>Altrettanto chiaro è che il governo non ha una soluzione, ma nei balivi ha trovato i colpevoli, o per lo meno un&#8217;ottima scusa per sfuggire alle proprie responsabilità.</p>
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		<title>Quando il costo della giustizia uccide la sicurezza, di Michel Venturelli (il caffè 25.5.14)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2014 05:58:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Più 56% in 4 anni! Stiamo parlando dei furti con scasso nelle abitazioni; reati che fanno molta paura ai cittadini, soprattutto a quelli più vulnerabili.  Ma la quantità non è tutto. Anche dal punto di vista qualitativo ci troviamo confrontati &#8230; <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/05/quando-il-costo-della-giustizia-uccide-la-sicurezza-di-michel-venturelli-il-caffe-25-5-14/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Più 56% in 4 anni! Stiamo parlando dei furti con scasso nelle abitazioni; reati che fanno molta paura ai cittadini, soprattutto a quelli più vulnerabili.  Ma la quantità non è tutto. Anche dal punto di vista qualitativo ci troviamo confrontati a una tipologia di aggressori molto determinati. <em>“Che ti entrano in casa quando ci sei anche tu”.</em> Finiti i bei tempi quando gli scenari di criminalità diffusa concernevano prostituzione e stupefacenti. Adesso nessuno è al riparo; il sentimento d’insicurezza cresce e la qualità di vita del cittadino irrimediabilmente ne risente.</p>
<p>Gli scenari di criminalità diffusa nascono e si sviluppano quando i principi della teoria della prevenzione generale – certezza, severità e celerità della pena – non sono onorati e il rapporto rischi/benefici generato dal comportamento illecito è molto basso. In sintesi: a delinquere ci sono pochi rischi e tanti guadagni. Questi scenari difficilmente possono essere contrastati solo con le politiche di controllo sociale oggi in auge; se queste politiche da sole fossero efficaci, non ci ritroveremmo oggi in uno scenario di questo tipo. Il principale motivo per il quale le metodologie di controllo da sempre in vigore – principalmente quelle repressive &#8211; oggi fanno cilecca è da ricercare anche nei costi. La repressione è un’ottima strategia finché è economicamente sostenibile; se è ottima solo in teoria, da sola non va più bene.</p>
<p>L‘intero apparato giudiziario cantonale – polizia, magistratura, carceri – costa più di 200milioni di franchi, ai quali vanno aggiunti i costi delle polizie comunali. Risultato? Gobbi e Cocchi vogliono più agenti, Noseda presenta 21000 ore di straordinari e le galere sono sempre al limite della loro capienza… e l’indice d’insicurezza popolare sembra essere alle stelle. Insistere solo sulla repressione in questa situazione richiederebbe talmente tante risorse da compromettere il normale funzionamento dello Stato su più livelli. Non dimentichiamoci che nella seconda metà degli anni ’90, nella New York della tolleranza zero, la sola polizia costava 4 volte l’intero sistema sanitario della città.</p>
<p>Ma non disperiamoci! Chi conosce il Forum europeo per la sicurezza urbana (EFUS) sa che da 30 anni ci sono oltre 300 città &#8211; si va da Igea Marina a Città del Messico &#8211; che si sono messe in rete e fanno ricerche, si scambiano opinioni ed esperienze su problematiche legate alla devianza. Fra i vari esperti del forum c’è Irwin Waller, fondatore del <em>Centro internazionale sulla prevenzione della criminalità</em> affiliato all’ONU. Professore di criminologia ad Ottawa, in uno dei suoi libri (<a href="http://irvinwaller.org/featured-books/llmo/">Less Law, More Order: The Truth about Reducing Crime</a>) Waller calcola che se si investisse in prevenzione &#8211; intesa anche come riduzione del danno &#8211; il 10% di quello che si spende in repressione, avremmo risultati migliori spendendo la metà.</p>
<p>Cose dell’altro mondo… Purtroppo!</p>
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		<title>Bullo in carriera, delinquente in galera, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jan 2014 14:12:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il bullismo preoccupa la Confederazione che da una decina d’anni prende molto sul serio il fenomeno della violenza nelle scuole. Parecchi cantoni l’hanno seguita a ruota. In Ticino la problematica del bullismo finì su tutti i giornali verso la fine &#8230; <a href="http://www.criminologiaonline.com/2014/01/bullo-in-carriera-delinquente-in-galera-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il bullismo preoccupa la Confederazione che da una decina d’anni prende molto sul serio il fenomeno della violenza nelle scuole. Parecchi cantoni l’hanno seguita a ruota.</em></p>
<p>In Ticino la problematica del bullismo finì su tutti i giornali verso la fine del ’92, quando l’onorevole Buffi si dichiarò molto preoccupato per quello che stava accadendo nelle scuole ticinesi. Purtroppo però, a parte qualche sparata sui giornali quando la cronaca lo impone, le autorità cantonali non hanno mai sentito la necessità di un approccio scientifico al fenomeno; l’idea di creare delle banche dati e mettere a punto delle strategie metodologiche adeguate &#8211; come si fa nei paesi del nord Europa sin dalla fine degli anni ’60 &#8211; in Ticino non è mai nata.</p>
<p>Grazie alle ricerche scandinave sappiamo che c’è una relazione diretta tra il bullismo da piccoli e l’attività delinquenziale da grandi: circa il 60% di quelli che da bambini sono stati recensiti come aggressori, si ritrovano entro i 24 anni di età, con almeno una condanna iscritta al casellario giudiziario.  Da notare che in un campione rappresentativo di bambini mai implicati in episodi di violenza, la percentuale dei condannati è del 10%. Sembra quindi che i bulli sviluppino una tendenza delinquenziale decisamente più elevata dei non-bulli. Le ricerche scandinave hanno portato alla messa a punto di programmi di prevenzione multidisciplinari, i cui risultati sono rassicuranti; in alcune scuole si è registrata una diminuzione della violenza di più del 50% e i bambini recensiti come aggressivi, se corretti in tempo, sviluppano meno tendenze delinquenziali nell&#8217;età adulta.</p>
<p>A buon intenditor…</p>
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		<title>Da: &#8220;Principes directeurs de l&#8217;ONU pour la prévention du crime&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jul 2013 07:53:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Il apparaît clairement que des stratégies de prévention du crime bien conçues permettent non seulement de prévenir la criminalité et la victimisation mais aussi de favoriser la sécurité collective et de contribuer au développement durable des pays. Une prévention du &#8230; <a href="http://www.criminologiaonline.com/2013/07/da-principes-directeurs-de-lonu-pour-la-prevention-du-crime/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div title="Page 1">
<p><a title="efus" href="http://efus.eu/files/2013/06/Manifeste-VI-WEB.pdf" target="_blank">“Il apparaît clairement que des stratégies de prévention du crime bien conçues permettent non seulement de prévenir la criminalité et la victimisation mais aussi de favoriser la sécurité collective et de contribuer au développement durable des pays. Une prévention du crime efficace et judicieuse améliore la qualité de vie de tous les citoyens. Elle est l’expression des valeurs fondamentales et des droits de l’homme. Elle procure des avantages à long terme en réduisant les coûts associés au système officiel de justice pénale ainsi que d’autres coûts sociaux induits par la criminalité. La prévention du crime offre la possibilité d’adopter une approche à la fois plus rentable et plus humaine des problèmes liés à la criminalité.&#8221;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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