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	<title>Criminologia Online &#187; severità della pena</title>
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	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
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		<title>Sanzioni e promesse da marinaio, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:28:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[dalla teoria alla pratica]]></category>
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		<description><![CDATA[Stando a una ricerca dell&#8217;ufficio federale di statistica le sanzioni meno severe entrate in vigore a partire dal 2007 &#8211; in particolare le condanne pecuniarie al posto di quelle detentive &#8211; non sembrano aver ridotto l&#8217;effetto preventivo delle pene. Attraversiamo l&#8217;oceano &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/sanzioni-e-promesse-da-marinaio-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stando a una ricerca dell&#8217;ufficio federale di statistica le sanzioni meno severe entrate in vigore a partire dal 2007 &#8211; in particolare le condanne pecuniarie al posto di quelle detentive &#8211; non sembrano aver ridotto l&#8217;effetto preventivo delle pene. Attraversiamo l&#8217;oceano e andiamo in America. Lì è appurato che negli Stati dove è in vigore la pena capitale non si registrano meno omicidi che negli Stati dove la pena massima è la reclusione a vita. Se ne deduce che per molti reati la severità della pena non è considerata da chi viola la legge. Se così non fosse in Svizzera dovremmo contare più reati, ad esempio, nel campo della circolazione stradale e negli Stati Uniti più omicidi negli stati abolizionisti.</p>
<p>Ora potremmo chiederci cosa succederebbe se la certezza della sanzione diventasse nulla. Per trovare una risposta dobbiamo fare un salto indietro negli anni e andare in Danimarca. Era il settembre del 44 quando le forze d&#8217;occupazione tedesche sostituirono le forze repressive danesi con un corpo improvvisato e terribilmente inefficace. A Copenaghen, durante i 7 mesi che seguirono, le rapine decuplicarono e i furti seguirono una tendenza simile.</p>
<p>Se ne deduce che per ottenere un buon livello di controllo sociale la certezza della sanzione sembra essere il miglior deterrente.</p>
<p>Infatti non serve a nulla promettere condanne severissime se poi non si è in grado di applicarle.</p>
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		<title>credibilità zero! di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 05:22:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[prevenzione generale]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla base del discorso criminologico c’è la teoria della prevenzione generale. Questa teoria postula che il crimine, per essere combattuto efficacemente, deve essere sanzionato con condanne adeguate (la pena è severa). Inoltre ad ogni infrazione dovrebbe corrispondere una sanzione (la &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/09/credibilita-zero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alla base del discorso criminologico c’è la teoria della prevenzione generale. Questa teoria postula che il crimine, per essere combattuto efficacemente, deve essere sanzionato con condanne adeguate (la pena è <em>severa</em>). Inoltre ad ogni infrazione dovrebbe corrispondere una sanzione (la pena è <em>certa</em>). Certezza e Severità della pena contribuiscono a far apparire l’inconveniente di una sanzione superiore ai vantaggi derivanti dall’infrazione. In sintesi, più la sanzione prevista dalla legge è severa e certa, più i cittadini si asterranno dal commettere reati.</p>
<p>In questo contesto già Cesare Beccaria, ma prima di lui Montesquieu e addirittura Aristotele, postulavano che se la severità non era accompagnata dalla certezza, o viceversa, la dissuasione veniva a mancare.</p>
<p>Questo postulato, fondato sul razionalismo umano, ha inspirato i legislatori del XVIII e XIX secolo. Nel XX secolo si è aggiunto un ulteriore concetto, quello della <em>celerità</em>  della pena. Con la celerità si intendeva, e si intende tutt’oggi, che la sanzione per avere lo scopo educativo auspicato dai codici deve essere applicata nel minor tempo possibile. La relazione causa-effetto deve essere rapida.</p>
<p>Quarant’anni fa il consumo di stupefacenti, resi illegali all’inizio del secolo scorso, diventa di massa e agisce da moltiplicatore nel campo delle attività criminali; le rapine decuplicano in meno di 10 anni. I furti esplodono. Il motore s’inceppa. Attualmente circa il 60% dei detenuti che intasano i penitenziari europei sono in galera per infrazioni legate agli stupefacenti. L’alta percentuale delle detenzioni “per droga” indica che una parte non indifferente delle risorse repressive è consacrata agli stupefacenti e ai crimini da essi indotti. Riassumendo: Abbiamo gli apparati giudiziari intasati come un cesso pubblico , sottraiamo importanti risorse destinate alla sicurezza dei cittadini e il risultato è sotto gli occhi di tutti: la droga è come il porno: <em>sempre di più per sempre di meno.</em></p>
<p>Eppure è proibito, come è proibito lavorare senza permessi, anche se l’economia sommersa vale miliardi.</p>
<p>XXI secolo. Il principio della prevenzione generale è sempre valido, ma il legislatore ne fa astrazione tendendo a promettere condanne che lo Stato difficilmente è in misura di emettere. Il delinquente valuta costi a benefici di un’operazione,  esattamente come fa un banchiere; il legislatore, elaborando le proprie strategie di contrasto o di contenimento,  dovrebbe tenerne conto per elaborare leggi che facciano giustizia. Invece, secondo le ricerche sul tema, è chiaro ed assodato che in Svizzera il tasso di risoluzione dei reati si situa attorno al 10%. Un delitto sanzionato ogni 10.  Se ne deduce che ci sono troppe <em>cattive proibizioni; </em>cattive anche perchè non ci sono le risorse per applicarle.</p>
<p>Si passa così dalla “tolleranza zero” alla “credibilità zero”.</p>
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