<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Criminologia Online &#187; droga</title>
	<atom:link href="https://www.criminologiaonline.com/tag/droga/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.criminologiaonline.com</link>
	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Dec 2020 13:37:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>La legge e la fede, di Michel Venturelli</title>
		<link>https://www.criminologiaonline.com/2014/06/la-legge-e-la-fede-di-michel-venturelli/</link>
		<comments>https://www.criminologiaonline.com/2014/06/la-legge-e-la-fede-di-michel-venturelli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 14:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dalla teoria alla pratica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stupefacenti]]></category>
		<category><![CDATA[certezza della pena]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità diffusa]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[eroina]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[tolleranza zero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.criminologiaonline.com/?p=429</guid>
		<description><![CDATA[L’antiproibizionismo non è un problema di fede, bensì un problema di matematica elementare. Faccio un esempio: tra il 2000 e il 2002, nel campo del trattamento a base d’eroina in atto in Svizzera,  sono stati prescritti 541,4 Kg di eroina &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2014/06/la-legge-e-la-fede-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’antiproibizionismo non è un problema di fede, bensì un problema di matematica elementare.</p>
<p>Faccio un esempio: tra il 2000 e il 2002, nel campo del trattamento a base d’eroina in atto in Svizzera,  sono stati prescritti 541,4 Kg di eroina terapeutica. Costo della sostanza: 8 milioni di franchi svizzeri. Tanti?</p>
<p><strong>541.4kg X 400% = 2165.5 kg</strong></p>
<p><strong></strong><strong>120 franchi X 2&#8217;165&#8217;500 grammi = </strong><strong>259&#8217;860&#8217;000 franchi</strong></p>
<p>Sul mercato nero, in Svizzera, la sostanza è tagliata mediamente del 75%, di conseguenza i 541,4 Kg diventerebbero 2165,6. Svendendoli al dettaglio a 120 franchi il grammo si ricaverebbero 259&#8217;860&#8217;000 franchi. Riassumendo: il trattamento a base d’eroina ha avuto come effetto indiretto di sottrarre oltre 259&#8217;860&#8217;000 di franchi al crimine organizzato.</p>
<p>Altro esempio: Prima dell’adozione delle strategie di riduzione del danno, tra cui l’eroina terapeutica, in Svizzera erano recensiti 30000 eroinomani. Tossicodipendenti che consumavano almeno un grammo di eroina al giorno.</p>
<p><strong>30000 persone X 365 giorni = </strong><strong>10950 kg</strong></p>
<p>10,95 tonnellate, di una sostanza iper-tagliata chiamata eroina, erano necessarie per soddisfare il solo mercato interno (il numero delle tonnellate in transito non è stimabile). Considerando che in quegli anni la polizia non sequestrava più di qualche decina di chili l’anno possiamo dedurre che l’operato delle forze dell’ordine era (ed è) ininfluente sul mercato.</p>
<p>Sembra però di capire che tutto quello che sottrae clienti al mercato nero ha effetti benefici sull’ordine pubblico. E’ matematico!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.criminologiaonline.com/2014/06/la-legge-e-la-fede-di-michel-venturelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra il reale e l&#8217;ideale, di Michel Venturelli</title>
		<link>https://www.criminologiaonline.com/2011/11/tra-il-reale-e-lideale-di-michel-venturelli/</link>
		<comments>https://www.criminologiaonline.com/2011/11/tra-il-reale-e-lideale-di-michel-venturelli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 10:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dalla teoria alla pratica]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del sesso]]></category>
		<category><![CDATA[stupefacenti]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.criminologiaonline.com/?p=272</guid>
		<description><![CDATA[Quando una cosa fa male l&#8217;ideale sarebbe evitarla. Questo è l&#8217;ideale. Un ideale che però fa astrazione di quella che è la natura intrinseca dell&#8217;essere umano&#8230; e di quella che è la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Lo vediamo con gli &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/tra-il-reale-e-lideale-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una cosa fa male l&#8217;ideale sarebbe evitarla. Questo è l&#8217;ideale. Un ideale che però fa astrazione di quella che è la natura intrinseca dell&#8217;essere umano&#8230; e di quella che è la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Lo vediamo con gli stupefacenti: la maggior parte di noi li ritiene dannosi e pericolosi dunque ne chiediamo (e otteniamo) la proibizione&#8230; e ne lasciamo così l&#8217;intera gestione al crimine più o meno organizzato, che proprio grazie al nostro modo di affrontare il problema si è arricchito al di là di quanto un comune mortale riesce ad immaginare.</p>
<p>Il problema è che alcuni oggi vorrebbero applicare il credo proibizionista anche alla gestione del mercato del sesso: è criminogeno, quindi proibiamolo(!). Il che equivale a dire: lasciamolo gestire al crimine organizzato.</p>
<p>Se riuscissimo a chiudere tutti i bordelli &#8211; e a debellare il traffico di stupefacenti &#8211; grazie all&#8217;annullamento del divario tra i paesi esportatori e quelli importatori (divario che è la vera causa dei fenomeni qui trattati) raggiungeremmo l&#8217;ideale, ma siamo molto lontani da un ideale del genere. Vi ci possiamo però avvicinare studiando dei compromessi più o meno opportunistici; per far ciò è indispensabile scorporare l&#8217;obiettivo finale in tanti piccoli obiettivi intermedi.</p>
<p>Nel campo della prostituzione l&#8217;obiettivo da raggiungere a breve termine è quello di avere una legge che responsabilizzi i proprietari dei bordelli. Non li possiamo mettere in galera (ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti) e non possiamo chiudere i loro locali (anche qui ci abbiamo provato e abbiamo pure pagato gli indennizzi), ma saremmo in grado di obbligarli a seguire quelle regole che tutelerebbero al meglio &#8211; o alla meno peggio &#8211; la salute e la sicurezza delle donne.</p>
<p>In sintesi: la responsabilizzazione dei proprietari avrebbe dei risvolti positivi sull&#8217;attività delle donne, risolverebbe parte dei problemi di ordine pubblico ed è un obiettivo <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/strategia-economicamente-sostenibile/" target="_blank">raggiungibile con i mezzi che abbiamo a disposizione</a>.</p>
<p>Non è sicuramente il nirvana, ma è meglio di quanto abbiamo avuto negli ultimi 20 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.criminologiaonline.com/2011/11/tra-il-reale-e-lideale-di-michel-venturelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
