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	<title>Criminologia Online &#187; mercato del sesso</title>
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	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
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		<title>Un lungo lavoro mandato al macero, di Michel Venturelli (il Caffè, 15.6.14)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2014 08:04:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo “domino” la maggior parte dei bordelli sono chiusi e anche grazie alla pessima gestione del dossier da parte di alcuni comuni, il numero delle professioniste spalmate negli appartamenti si è moltiplicato. Se oggi si dovesse chiudere ancora un bordello &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2014/06/un-lungo-lavoro-mandato-al-macero-di-michel-venturelli-il-caffe-15-6-14/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo “domino” la maggior parte dei bordelli sono chiusi e anche grazie alla pessima gestione del dossier da parte di alcuni comuni, il numero delle professioniste spalmate negli appartamenti si è moltiplicato. Se oggi si dovesse chiudere ancora un bordello la situazione per le donne munite di regolare permesso diventerebbe disastrosa, e i cittadini di alcuni comuni rischierebbero di ritrovarsi con “la meretrice della porta accanto”.</p>
<p>Ad Arbedo, Cadenazzo e Losone è già realtà. “La Gente” ringrazia.</p>
<p>Purtroppo sperare in una strategia criminologicamente coerente, e un trattamento umano da parte del Ministero Pubblico, sembra essere troppo; la legge e chi la applica non sempre son sufficienti a far giustizia.</p>
<p>Le Autorità parlano &#8211; a volte straparlano – di tratta di esseri umani, ma ignorano le misure consigliate dalla Confederazione per combattere il fenomeno: prevenzione, perseguimento penale, collaborazione e protezione delle vittime…  ma le eventuali vittime, in occasione delle retate, la polizia ticinese le butta in strada senza fornir loro aiuti di nessun tipo.</p>
<p>Spostate come pacchetti postali dal ministero pubblico, ma non solo.</p>
<p>In parlamento è stato grande lo stupore quando si sono accorti che l’avvocato incaricato dal capo del DI ha scritto la legge senza interpellare le prostitute. Così, due anni dopo che Gobbi ha preso in mano il dossier, la sottocommissione della legislazione comincia a convocare i vari attori del settore. Passa un altro anno e il gruppo coordinato da Greta Gysin presenta una proposta ben calibrata, che considera le necessità di tutti ; anche quelle delle donne mandate dalla magistratura a lavorare in appartemento, e dimenticate nella versione originale della legge.</p>
<p>Poi è il grande risveglio dei liberali che a « meno cinque » vogliono proibire la pubblicità, misura impossibile come già appurato durante la scorsa legislatura, ma tantè !  L’occasione per azzoppare Gobbi è ghiotta e Galusero non esita.  E Gobbi che fa? Manda al macero quattro anni di lavori e interpella i balivi per « avere chiarimenti sulle intenzioni delle autorità federali in merito ai prossimi sviluppi nel contesto del settore a luci rosse ».</p>
<p>E in aprile si ricomincia…</p>
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		<title>Oltre la missionaria, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2013 09:10:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al nono congresso della federazione europea di sessuologia (EFS), tenutosi a Roma nel 2008,  il Centro interdisciplinare per la ricerca in sessuologia (CIRS) presentò un’interessante ricerca fatta nei bordelli ticinesi con la collaborazione della CASI (club associati svizzera italiana);  tramite un questionario auto-somministrato a risposta multipla sottoposto a 108 prostitute si indagò su diversi temi - perversioni, salute, percezione del rischio, ecc. - ottenendo uno spaccato interessante sulle persone che fanno il mercato del sesso ticinese e sui clienti che questo mercato lo frequentano.
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Al nono congresso della federazione europea di sessuologia (EFS), tenutosi a Roma nel 2008,  il Centro interdisciplinare per la ricerca in sessuologia (CIRS) presentò un’interessante ricerca fatta nei bordelli ticinesi con la collaborazione della CASI (club associati svizzera italiana);  tramite un questionario auto-somministrato a risposta multipla sottoposto a 108 prostitute si indagò su diversi temi &#8211; perversioni, salute, percezione del rischio, ecc. &#8211; ottenendo uno spaccato interessante sulle persone che fanno il mercato del sesso ticinese e sui clienti che questo mercato lo frequentano.</p>
<p>Il titolo del lavoro era <a href="http://www.cirs-online.it/upload/allegati/ricerca_prostituzione.pdf">PROSTITUZIONE E IDENTITÀ SESSUALE MASCHILE</a>.</p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dal punto di vista criminologico una cosa salta subito all’occhio: ben l’80% dei clienti chiede contatti senza preservativo e il 72% è disposto a pagare di più per averli. Dati questi di cui si capisce la portata solo se si analizza la composizione dell’offerta sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dal punto di vista qualitativo risulta che l’offerta di sesso a pagamento &#8211; che quando è stata fatta la ricerca era di origine prevalentemente illegale &#8211; arriva da donne provenienti da Paesi poveri. Oggi l’offerta proviene da donne in regola con le leggi, ma la loro origine non cambia e oggi come allora sono economicamente molto fragili. Il problema è che sono in tante &#8211; e qui arriviamo all’aspetto quantitativo dell&#8217;analisi &#8211; e di conseguenza la concorrenza tra loro è notevole. Questo fa sì che per lavorare hanno principalmente due possibilità: o diminuiscono i prezzi, o aumentano la “qualità” delle prestazioni; vale a dire che vanno ad aumentare la percentuale di donne disposte a lavorare, almeno in parte, senza protezioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sarebbe oggi interessante capire come è evoluta la situazione del mercato del sesso ticinese che in questi ultimi 6 anni ha subito notevoli modifiche;  se quanto sopra dovesse confermarsi, sarebbe bene che le autorità considerino seriamente l’ipotesi di potenziare adeguatamente i servizi di consulenza destinati a chi offre (e compera) sesso a pagamento. </span></p>
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		<title>Tra il reale e l&#8217;ideale, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 10:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando una cosa fa male l&#8217;ideale sarebbe evitarla. Questo è l&#8217;ideale. Un ideale che però fa astrazione di quella che è la natura intrinseca dell&#8217;essere umano&#8230; e di quella che è la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Lo vediamo con gli &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/tra-il-reale-e-lideale-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una cosa fa male l&#8217;ideale sarebbe evitarla. Questo è l&#8217;ideale. Un ideale che però fa astrazione di quella che è la natura intrinseca dell&#8217;essere umano&#8230; e di quella che è la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Lo vediamo con gli stupefacenti: la maggior parte di noi li ritiene dannosi e pericolosi dunque ne chiediamo (e otteniamo) la proibizione&#8230; e ne lasciamo così l&#8217;intera gestione al crimine più o meno organizzato, che proprio grazie al nostro modo di affrontare il problema si è arricchito al di là di quanto un comune mortale riesce ad immaginare.</p>
<p>Il problema è che alcuni oggi vorrebbero applicare il credo proibizionista anche alla gestione del mercato del sesso: è criminogeno, quindi proibiamolo(!). Il che equivale a dire: lasciamolo gestire al crimine organizzato.</p>
<p>Se riuscissimo a chiudere tutti i bordelli &#8211; e a debellare il traffico di stupefacenti &#8211; grazie all&#8217;annullamento del divario tra i paesi esportatori e quelli importatori (divario che è la vera causa dei fenomeni qui trattati) raggiungeremmo l&#8217;ideale, ma siamo molto lontani da un ideale del genere. Vi ci possiamo però avvicinare studiando dei compromessi più o meno opportunistici; per far ciò è indispensabile scorporare l&#8217;obiettivo finale in tanti piccoli obiettivi intermedi.</p>
<p>Nel campo della prostituzione l&#8217;obiettivo da raggiungere a breve termine è quello di avere una legge che responsabilizzi i proprietari dei bordelli. Non li possiamo mettere in galera (ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti) e non possiamo chiudere i loro locali (anche qui ci abbiamo provato e abbiamo pure pagato gli indennizzi), ma saremmo in grado di obbligarli a seguire quelle regole che tutelerebbero al meglio &#8211; o alla meno peggio &#8211; la salute e la sicurezza delle donne.</p>
<p>In sintesi: la responsabilizzazione dei proprietari avrebbe dei risvolti positivi sull&#8217;attività delle donne, risolverebbe parte dei problemi di ordine pubblico ed è un obiettivo <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/strategia-economicamente-sostenibile/" target="_blank">raggiungibile con i mezzi che abbiamo a disposizione</a>.</p>
<p>Non è sicuramente il nirvana, ma è meglio di quanto abbiamo avuto negli ultimi 20 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>papponi: avanti tutta! di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 11:56:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[mercato del sesso]]></category>
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		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Come molti di noi sanno il mondo della prostituzione è una polveriera criminogena ad alto rischio. Tra le varie pieghe che il fenomeno presenta c&#8217;è posto per un sacco di attività più o meno lecite; la più temuta è la &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/09/papponi-avanti-tutta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti di noi sanno il mondo della prostituzione è una polveriera criminogena ad alto rischio. Tra le varie pieghe che il fenomeno presenta c&#8217;è posto per un sacco di attività più o meno lecite; la più temuta è la figura dello sfruttatore. Attività descritta in un articolo del <a href="http://www.cdt.ch/ticino-e-regioni/cronaca/50962/sfonda-la-porta-e-picchia-una-donna.html" target="_blank">CdT</a> di oggi. Gente che incutendo terrore riesce a farsi consegnare dalle donne che lavorano nel ramo del sesso a pagamento parte degli incassi.<br />
Alcuni di loro portano le donne direttamente dal paese di provenienza e le piazzano in un bordello. Non è necessario che il proprietario del postribolo sia al corrente di quanto sta accadendo nel suo locale, e l&#8217;infame non ha neppure bisogno di presentarsi regolarmente per controllare la sua vittima. Questo per due motivi: innanzitutto la vittima non si sognerebbe mai di sgarrare visto che il suo aguzzino sa dove risiede la sua famiglia e la paura di ritorsioni in caso di sgarro è grande. Spesso inoltre questa gente colloca più di una donna nello stesso locale e fra queste c&#8217;è una kapò che controlla le altre per conto del capo.<br />
Se il pappone non vuole o non può portarsi la materia prima da casa, la reperisce direttamente nei bordelli di destinazione e, utilizzando diversi modi, &#8220;convince&#8221; la donna a lavorare per lui. Questo modus operandi è però più pericoloso. E&#8217; infatti recentemente capitato anche in Ticino che una banda di delinquenti ha cercato di mettere nella propria rete di vittime una donna che già apparteneva ad un&#8217;altra organizzazione.<br />
Gli sfruttatori sono prevalentemente originari degli stessi Paesi da cui provengono le donne. Il fenomeno in Ticino è sempre stato presente ma mai nelle proporzioni che vediamo da quando la Romania è entrata a far parte della comunità europea. Qualche anno fa, quando il mercato della prostituzione era popolato soprattutto da sud americane il fenomeno era molto meno sviluppato. Il paradosso sta nel fatto che le rumene, che possono lavorare legalmente nei bordelli svizzeri, sono spesso vittime di sfruttatori (e così ci portano il crimine organizzato in casa), mentre le sud americane che non possono lavorare legalmente lo sono molto meno.</p>
<p>Per le autorità è molto difficile bloccare l&#8217;attività degli sfruttatori, e questo per diversi motivi:<br />
&#8211; prima di tutto bisognerebbe provarlo, e siccome il &#8220;mondo vittima-aguzzino&#8221; è ermetico, ben difficilmente la vittima parlerebbe con le autorità, soprattutto per paura di ritorsioni contro la sua famiglia.<br />
&#8211; l&#8217;attuale legge sulla prostituzione non permette agli attuali gestori di bordelli (prevalentemente illegali) di avere dei rapporti costruttivi con le autorità. Di conseguenza, se non c&#8217;è fiducia da entrambe la parti, è difficile che ci sia collaborazione. E qui, senza la collaborazione di tutti, si fa il gioco degli aguzzini.</p>
<p>Cosa fare? Sperare che la nuova legge sulla prostituzione permetta di creare dei rapporti di collaborazione fra chi controlla questo mondo e chi mette a disposizione le infrastrutture necessarie ad esercitare l&#8217;attività di prostituta. Se questo accadesse sarebbe un primo passo.</p>
<p>Dal punto di vista della criminologia è ovvio che il mercato deve essere costantemente tenuto sott&#8217;occhio onde individuare molto in fretta anche i più piccoli indicatori che ne indicano (scusate il bisticcio) orientamenti ed equilibri prossimi e a venire. Questo per cercare di intervenire prima che eventuali nuovi equilibri diventino degli autentici squilibri, come è accaduto con l&#8217;entrata della Romania nello spazio di Schengen.</p>
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