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	<title>Criminologia Online &#187; Martin Killias</title>
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	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
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		<title>RSI: un minuto di prevenzione, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jul 2013 08:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dalla teoria alla pratica]]></category>
		<category><![CDATA[certezza della pena]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230; la criminalità è un fenomeno complesso, ha radici nel sociale, ha una dimensione non più locale, e non si può risolvere con una risposta semplice, unica, serve un&#8217;articolazione d&#8217;interventi. &#8230;&#8221; spiega il professore di criminologia Martin Killias dalle colonne &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2013/07/rsi-un-minuto-di-prevenzione-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;&#8230; la criminalità è un fenomeno complesso, ha radici nel sociale, ha una dimensione non più locale, e non si può risolvere con una risposta semplice, unica, serve un&#8217;articolazione d&#8217;interventi. &#8230;&#8221;</em> spiega il professore di criminologia Martin Killias dalle colonne del <a href="http://www.caffe.ch/stories/inchieste/43892_in_ticino_un_poliziotto_per_ogni_385_abitanti/" target="_blank">caffè</a> di domenica scorsa. Il giorno dopo i redattori del magazine 60 minuti della RSI,  impermeabili al suggerimento dell&#8217;eminente criminologo, sul tema della sicurezza hanno esplorato la sola strategia ammessa in Ticino: quella del manganello.</p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dalla scusa dell&#8217;informazione alla pratica dell&#8217;indottrinamento; su 60 minuti (estate), uno lo si è speso parlando di prevenzione. Per i restanti 59 non si discute! O meglio: si disserta di repressione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Inspiegabilmente nessuno di quelli che stavano in studio &#8211; neppure il moderatore(!) &#8211; ha pensato di guardare il sistema repressivo nel suo insieme, e considerare anche solo per un attimo che con una magistratura in affanno e il sistema carcerario intasato è inutile arrestare di più. Il sistema giudiziario è come un imbuto; non serve riempirlo più di quanto possa evacuare. O qualcuno crede che si aumenterebbe la sicurezza arrestando gente che poi non si è in grado di fermare, processare e, se del caso, punire(?), riducendo così in poco tempo il ruolo del poliziotto a quello di un costoso spaventapasseri?</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E parliamone delle risorse. Un rafforzamento adeguato della catena penale (logicamente in quest’ordine: carcere &#8211; magistratura &#8211; polizia) è oggi improponibile dal punto di vista economico; creare un posto carcere costa 1/2 milione di franchi e un poliziotto 130000 franchi annui. La repressione è un lusso che nuoce alla nostra sicurezza perché si mangia tutte le risorse; e questo è </span><strong style="font-size: 16px;"><a href="http://www.criminologiaonline.com/2013/07/da-principes-directeurs-de-lonu-pour-la-prevention-du-crime/" target="_blank">oggettivamente sbagliato</a>.</strong></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><em>&#8220;Si potrebbe però gestire meglio quanto abbiamo&#8221;</em>, dicono alcuni; <em>&#8220;&#8230; l&#8217;idea della polizia unica è sì un modo intelligente di affrontare l&#8217;offensiva criminale, ma ha senso se c&#8217;è effettivamente la volontà di marciare uniti, di sviluppare sinergie&#8221;</em>, spiega il professore di criminologia al domenicale locarnese. Purtroppo però, di sinergie utili a sviluppare <em>&#8220;un modo intelligente di affrontare l&#8217;offensiva criminale&#8221;</em>, lunedì sera, se ne son viste poche; non stupisce quindi che chi pilota una ferrari non voglia affidarla a chi va a sbattere al volante di un&#8217;utilitaria che procede incerta nel traffico degli interessi che la circondano.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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