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	<title>Criminologia Online &#187; droghe</title>
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	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
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		<title>Nulla di Stupefacente, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 11:15:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La risposta del Coniglio di Stato alla proposta dell’Associazione Canapa Ricreativa Ticino (ACRT), che propone un modello di consumo ricreativo tra adulti in un contesto privato, è arrivata. Nulla di stupefacente! E’ negativa. Più che un parere scientifico, quello del &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2014/07/nulla-di-stupefacente-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La risposta del Coniglio di Stato alla proposta dell’Associazione Canapa Ricreativa Ticino (ACRT), che propone un modello di consumo ricreativo tra adulti in un contesto privato, è arrivata.</p>
<p>Nulla di stupefacente! E’ negativa.</p>
<p>Più che un parere scientifico, quello del CdS sembra essere il manifesto di una scuola di pensiero. Principale preoccupazione del Governo è che la canapa fa male soprattutto ai più giovani (è forse per questo che il CdS vuole continuare a garantire i proventi di produzione, trasporto e commercio alle organizzazioni criminali che notoriamente si preoccupando per la salute pubblica) e sottolinea che in Ticino il fenomeno non ha assunto livelli di emergenza pubblica.</p>
<p>Resta da capire cosa intende il Governo con “emergenza pubblica”; è vero: in Ticino non ci si spara addosso per strada a causa dell’erba, però sul mercato ci sono delle varietà di canapa che per la salute pubblica sono una vera e propria minaccia, ma di questo il Consiglio di Stato non sembra preoccuparsi affatto. La politica è riuscita a fare in modo che il cittadino si preoccupi per i tassi più o meno alti di THC, ma tutti se ne infischiano dell’ammoniaca, della lacca, della lana di vetro e veleni vari che si trovano anche nell’erba che si vende per la strada in Ticino.</p>
<p>E che c’è questo problema gli esperti del CdS lo sanno eccome; nella sua presa di posizione il Gruppo d’esperti (GE) del Coniglio di Stato scrive: <em>“L’attuale contesto del mercato nero non consente di rilevare compiutamente le caratteristiche  della canapa e dei prodotti derivati presenti sul mercato nero… la tipologia delle sostanza da taglio può variare anch’essa di molto e alcune delle sostanze riscontrare sono dannose”</em>. E qui si accenna al passato senza avere il coraggio di andare in fondo al discorso, come auspicava tra l’altro una mozione sul testing<a title="" href="#_ftn1">[1]</a> depositata oltre 4 anni fa.</p>
<p>Dicevamo: dimenticata nei cassetti del Governo per oltre 4 anni, la mozione è ora stata riesumata da Sergio Savoia – allora primo firmatario &#8211; che ha notato pure lui che nello scritto del Gruppo di Esperti si dice che uno dei grandi problemi è dovuto dalle sostanze da taglio. Si spera ora che l’intervento del deputato verde serva – soprattutto alla luce del parere del gruppo di esperti del Governo – ad affrontare l’argomento in modo serio.</p>
<p>Infine, confondendo il comico con il ridicolo, Beltraminelli scrive a Berna per comunicare che <em>&#8220;in Ticino non sussiste un’emergenza canapa, pertanto non chiederemo di avviare il progetto pilota propostoci&#8221;</em>, ma che non si oppone (!) se altri cantoni volessero fare un progetto pilota.</p>
<p>Siam tutti più tranquilli!</p>
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<hr align="left" size="1" width="33%" />
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<p><a title="" href="#_ftnref">[1]</a> Il testing, pratica in uso da una quindicina di anni a Berna e Zurigo, da una parte permette ai consumatori di verificare la composizione delle sostanze prima di farne uso e dall’altra consente alle autorità di sapere quali sostanze sono presenti sul mercato per preparare delle campagne preventive e delle strategie repressive aderenti alla realtà.</p>
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		<title>La legge e la fede, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 14:03:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’antiproibizionismo non è un problema di fede, bensì un problema di matematica elementare. Faccio un esempio: tra il 2000 e il 2002, nel campo del trattamento a base d’eroina in atto in Svizzera,  sono stati prescritti 541,4 Kg di eroina &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2014/06/la-legge-e-la-fede-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’antiproibizionismo non è un problema di fede, bensì un problema di matematica elementare.</p>
<p>Faccio un esempio: tra il 2000 e il 2002, nel campo del trattamento a base d’eroina in atto in Svizzera,  sono stati prescritti 541,4 Kg di eroina terapeutica. Costo della sostanza: 8 milioni di franchi svizzeri. Tanti?</p>
<p><strong>541.4kg X 400% = 2165.5 kg</strong></p>
<p><strong></strong><strong>120 franchi X 2&#8217;165&#8217;500 grammi = </strong><strong>259&#8217;860&#8217;000 franchi</strong></p>
<p>Sul mercato nero, in Svizzera, la sostanza è tagliata mediamente del 75%, di conseguenza i 541,4 Kg diventerebbero 2165,6. Svendendoli al dettaglio a 120 franchi il grammo si ricaverebbero 259&#8217;860&#8217;000 franchi. Riassumendo: il trattamento a base d’eroina ha avuto come effetto indiretto di sottrarre oltre 259&#8217;860&#8217;000 di franchi al crimine organizzato.</p>
<p>Altro esempio: Prima dell’adozione delle strategie di riduzione del danno, tra cui l’eroina terapeutica, in Svizzera erano recensiti 30000 eroinomani. Tossicodipendenti che consumavano almeno un grammo di eroina al giorno.</p>
<p><strong>30000 persone X 365 giorni = </strong><strong>10950 kg</strong></p>
<p>10,95 tonnellate, di una sostanza iper-tagliata chiamata eroina, erano necessarie per soddisfare il solo mercato interno (il numero delle tonnellate in transito non è stimabile). Considerando che in quegli anni la polizia non sequestrava più di qualche decina di chili l’anno possiamo dedurre che l’operato delle forze dell’ordine era (ed è) ininfluente sul mercato.</p>
<p>Sembra però di capire che tutto quello che sottrae clienti al mercato nero ha effetti benefici sull’ordine pubblico. E’ matematico!</p>
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		<title>Prevenzione: dalle parole alla pratica, di Michel Venturelli</title>
		<link>https://www.criminologiaonline.com/2013/09/prevenzione-dalle-parole-alla-pratica-di-michel-venturelli/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Sep 2013 08:02:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 1998 l’ONU si era dato 10 anni per debellare il mercato e liberare il mondo dalle droghe illegali. Febbraio 2009: riunitisi a Vienna per fare il punto sulla situazione, i Paesi membri dell’organizzazione delle nazioni unite hanno dovuto constatare &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2013/09/prevenzione-dalle-parole-alla-pratica-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1998 l’ONU si era dato 10 anni per debellare il mercato e liberare il mondo dalle droghe illegali. Febbraio 2009: riunitisi a Vienna per fare il punto sulla situazione, i Paesi membri dell’organizzazione delle nazioni unite hanno dovuto constatare che la produzione e il consumo di sostanze non è mai stato tanto florido quanto lo è oggi. I danni sono importanti e un numero crescente di esperti internazionali non crede più che la strategia attuale potrà avere la meglio sul traffico e sul consumo di sostanze stupefacenti illegali. Oggi più di prima è imperativo darsi i mezzi necessari a conoscere meglio il mercato illegale degli stupefacenti per essere in grado di ridurre i danni che genera e, soprattutto,  meglio investire le risorse disponibili utili a controllarlo.</p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tra i vari metodi utili ad assumere conoscenza e fare prevenzione c’è il <em>testing</em> delle sostanze stupefacenti: si tratta di uno sportello messo a disposizione dall’autorità, dove il consumatore può far analizzare le sostanze acquistate sul mercato nero prima di assumerle. L’obiettivo non è quello di incitare i consumatori a smettere, bensì quello di informarli sulla composizione delle sostanze comperate sul mercato illegale con il preciso intento di aumentare la consapevolezza dei rischi per la salute e diminuire così quelli dovuti dall’assunzione di droghe.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il <em>testing </em></span><span style="font-size: 16px;">è una pratica in vigore da anni a Zurigo e a Berna e permette alla autorità di conoscere il tipo e la qualità delle sostanze presenti sul mercato nero; “seleziona” gli spacciatori e favorisce il contatto tra gli operatori e quei consumatori che spesso i vari servizi di prevenzione non sono riusciti ad agganciare e/o convincere.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il 12 febbraio di 3 anni fa un nutrito gruppo di parlamentari provenienti da tutti i partiti politici (unica eccezione i liberali) ha presentato al governo cantonale una mozione chiedendo che si valuti l’introduzione di questa misura anche in ticino.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sono passati 3 anni e tutto tace.</span></p>
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		<title>Una vale l&#8217;altra, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 16:36:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunemente accade, ed è oggi il caso della cocaina, ma è capitato anche con l’mdma (ecstasy) e con l’alcol nell’America di Al Capone, che man mano che una droga subisce il processo di democratizzazione &#8211; il processo che la porta &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/una-vale-laltra-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Comunemente accade, ed è oggi il caso della cocaina, ma è capitato anche con l’mdma (ecstasy) e con l’alcol nell’America di Al Capone, che man mano che una droga subisce il processo di democratizzazione &#8211; il processo che la porta a diventare una <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/droga-dominante/" target="_blank">droga dominante</a> &#8211;  la qualità della sostanza reperibile sul mercato si differenzi notevolmente da quello che era il prodotto originale, presente sul mercato quando i primi consumatori della sostanza si avvicinarono ad essa.</p>
<p>L’adulterazione della sostanza serve a chi rifornisce il mercato ad abbassarne il prezzo. Questo per renderla accessibile a un numero sempre maggiore di consumatori. Quando il processo arriva al culmine il consumo della sostanza diventa visibile e comincia e creare seri problemi di ordine pubblico.</p>
<p>A questo punto, più o meno in fretta, si innescano delle reazioni che tendono a rendere la droga meno reperibile ed è possibile che un’altra sostanza, magari dagli effetti psico- attivi completamente differenti, ne prenda il posto sul mercato e diventi la nuova droga dominante. Questo indica che un numero non indifferente di consumatori sia in grado di adeguarsi alla “miglior offerta” del mercato. Fenomeno questo che sembra essere in parte confermato dal numero sempre maggiore di politossicodipendenti.</p>
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		<title>Droga che va, droga che viene, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 13:40:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una droga dominante, come lo è oggi la cocaina, per essere tale deve essere facilmente reperibile sul mercato ed essere proposta a un costo vantaggioso, oppure creare una fortissima dipendenza fisica. La diffusione del consumo della droga dominante crea un &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/droga-che-va-droga-che-viene-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/droga-dominante/" target="_blank">droga dominante</a>, come lo è oggi la cocaina, per essere tale deve essere facilmente reperibile sul mercato ed essere proposta a un costo vantaggioso, oppure creare una fortissima dipendenza fisica.</p>
<p>La diffusione del consumo della droga dominante crea un marcato allarme sociale. La scalata verso la vetta del mercato sarà facilitata se la droga dominante del momento, per un motivo o per l’altro, va in crisi e diventa irreperibile.</p>
<p>In Svizzera, ma anche nel resto dell’Europa occidentale, alla fine degli anni ’60 l’hashish e la marijuana sono state le droghe dominanti del momento; in quel periodo erano presenti sul mercato in modo massiccio anche gli allucinogeni &#8211; in particolare l’LSD – che però non hanno mai creato gravi problemi di ordine pubblico. Negli anni ’70 abbiamo conosciuto il <em>boom </em>dell’eroina, poi è arrivata l’ecstasy e di nuovo i cannabinoidi; infine dal 2000, si è imposta la cocaina.</p>
<p>Questo non significa che eroina, cannabinoidi, anfetamine e allucinogeni non siano oggi presenti sul mercato. Semplicemente sono <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/visibilita-zero/" target="_blank">meno appariscenti</a>, dunque creano minor allarme sociale.</p>
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		<title>Droga e repressione, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 16:50:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[john noseda]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 29 ottobre la Regione ha pubblicato un&#8217;intervista a tutto campo al procuratore generale John Noseda. Particolarmente interessante è che Noseda è il primo procuratore generale del cantone ad ammettere pubblicamente che il fenomeno droga &#8220;sfugge, per definizione, al &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/droga-e-repressione-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 29 ottobre la Regione ha pubblicato un&#8217;intervista a tutto campo al procuratore generale John Noseda. Particolarmente interessante è che Noseda è il primo procuratore generale del cantone ad ammettere pubblicamente che il fenomeno droga <em>&#8220;sfugge, per definizione, al controllo della polizia e della magistratura&#8221;</em>. Ma c&#8217;è di più: Noseda continua a ritenere che i fenomeni sociali &#8211; quali quello del consumo di stupefacenti &#8211; <em>&#8220;non possano essere delegati alla repressione&#8221;</em>.</p>
<p>La nostra civiltà a volte adotta scelte obsolete che alla luce dell&#8217;esperienza e delle scoperte dimostrano avere costi sporopositati per generare dei risultati peggio che mediocri. Se gli interessi in gioco sono grandi c&#8217;è chi non esita a cambiare le regole del gioco e a fare in modo che l&#8217;informazione non circoli se non in versione rivista e corretta (magari anche corrotta). La poca informazione attendibile non sempre è alla portata di tutti. Questo perché quando un problema scientifico è soprattutto un dogma politico è quasi illecito parlarne se non in termini omologati</p>
<p>Per questo motivo non possiamo che salutare positivamente il coraggio e l&#8217;onestà intellettuale di Noseda.</p>
<p>&nbsp;</p>
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