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	<title>Criminologia Online &#187; cocaina</title>
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	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
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		<title>Una vale l&#8217;altra, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 16:36:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunemente accade, ed è oggi il caso della cocaina, ma è capitato anche con l’mdma (ecstasy) e con l’alcol nell’America di Al Capone, che man mano che una droga subisce il processo di democratizzazione &#8211; il processo che la porta &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/una-vale-laltra-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Comunemente accade, ed è oggi il caso della cocaina, ma è capitato anche con l’mdma (ecstasy) e con l’alcol nell’America di Al Capone, che man mano che una droga subisce il processo di democratizzazione &#8211; il processo che la porta a diventare una <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/droga-dominante/" target="_blank">droga dominante</a> &#8211;  la qualità della sostanza reperibile sul mercato si differenzi notevolmente da quello che era il prodotto originale, presente sul mercato quando i primi consumatori della sostanza si avvicinarono ad essa.</p>
<p>L’adulterazione della sostanza serve a chi rifornisce il mercato ad abbassarne il prezzo. Questo per renderla accessibile a un numero sempre maggiore di consumatori. Quando il processo arriva al culmine il consumo della sostanza diventa visibile e comincia e creare seri problemi di ordine pubblico.</p>
<p>A questo punto, più o meno in fretta, si innescano delle reazioni che tendono a rendere la droga meno reperibile ed è possibile che un’altra sostanza, magari dagli effetti psico- attivi completamente differenti, ne prenda il posto sul mercato e diventi la nuova droga dominante. Questo indica che un numero non indifferente di consumatori sia in grado di adeguarsi alla “miglior offerta” del mercato. Fenomeno questo che sembra essere in parte confermato dal numero sempre maggiore di politossicodipendenti.</p>
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		<title>Droga che va, droga che viene, di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 13:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una droga dominante, come lo è oggi la cocaina, per essere tale deve essere facilmente reperibile sul mercato ed essere proposta a un costo vantaggioso, oppure creare una fortissima dipendenza fisica. La diffusione del consumo della droga dominante crea un &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/11/droga-che-va-droga-che-viene-di-michel-venturelli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/droga-dominante/" target="_blank">droga dominante</a>, come lo è oggi la cocaina, per essere tale deve essere facilmente reperibile sul mercato ed essere proposta a un costo vantaggioso, oppure creare una fortissima dipendenza fisica.</p>
<p>La diffusione del consumo della droga dominante crea un marcato allarme sociale. La scalata verso la vetta del mercato sarà facilitata se la droga dominante del momento, per un motivo o per l’altro, va in crisi e diventa irreperibile.</p>
<p>In Svizzera, ma anche nel resto dell’Europa occidentale, alla fine degli anni ’60 l’hashish e la marijuana sono state le droghe dominanti del momento; in quel periodo erano presenti sul mercato in modo massiccio anche gli allucinogeni &#8211; in particolare l’LSD – che però non hanno mai creato gravi problemi di ordine pubblico. Negli anni ’70 abbiamo conosciuto il <em>boom </em>dell’eroina, poi è arrivata l’ecstasy e di nuovo i cannabinoidi; infine dal 2000, si è imposta la cocaina.</p>
<p>Questo non significa che eroina, cannabinoidi, anfetamine e allucinogeni non siano oggi presenti sul mercato. Semplicemente sono <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/visibilita-zero/" target="_blank">meno appariscenti</a>, dunque creano minor allarme sociale.</p>
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		<title>droga, quanto mi costi? di Michel Venturelli</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[stupefacenti]]></category>
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		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[“Quanto mi costa?” e “quanto ci guadagno?” è una domanda che, consciamente o inconsciamente, ci poniamo tutte le volte che dobbiamo prendere una decisione o fare una scelta. Dal punto di vista dello spacciatore di stupefacenti, tutto sembra indicare che &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2011/09/droga-quanto-mi-costi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Quanto mi costa?” e “quanto ci guadagno?” è una domanda che, consciamente o inconsciamente, ci poniamo tutte le volte che dobbiamo prendere una decisione o fare una scelta.<br />
Dal punto di vista dello spacciatore di stupefacenti, tutto sembra indicare che i possibili benefici sono molto superiori ai rischi costituiti da un’eventuale azione penale. Questo vale anche per quel che ne è dello spaccio da strada.<br />
Con le conoscenze ed i mezzi attuali è impossibile studiare strategie utili a fare pressioni di tipo informale, sufficienti a far desistere chi fornisce il mercato direttamente sulla strada. A queste persone non interessa cosa la popolazione pensa di loro, quando considerano il possibile guadagno conseguibile anche adottando un comportamento stigmatizzato. Guadagno – lo ripetiamo perché qui sta il nocciolo del discorso &#8211; che può essere conseguito con dei rischi (quello di essere presi dalla polizia) e dei costi (possibili sanzioni) molto limitati , se paragonati ai benefici conseguibili attraverso l’azione delittuosa.<br />
Resta il fatto che, pur tenendo conto di tutti i limiti dimostrati, le uniche azioni oggi possibili contro gli spacciatori sono quelle: coercitiva, repressiva e amministrativa. Misure che alla luce dei fatti non risultano sufficientemente efficaci per impedire in modo sistematico scene di spaccio diffuso, che inevitabilmente generano allarme sociale.<br />
Se è molto difficile intervenire in modo repressivo contro gli spacciatori, lo è a maggior ragione contro i consumatori; il rapporto consumatori-spacciatori, anche se impossibile da definire, è decisamente a favore dei primi. Anche nel mercato nero degli stupefacenti &#8211; come in ogni impresa economica destinata al reddito &#8211; ci sono necessariamente più clienti che venditori. Sperare quindi di ottenere un effetto dissuasivo con la sola repressione sul cliente è irrealistico, perché l’esercizio necessiterebbe l’impiego di maggiori risorse di quelle messe in campo oggi. E’ quindi bene che le forze repressive continuino a far pressione sul cliente, ma è poco razionale pensare che sia possibile ottenere un risultato socialmente accettabile – <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/visibilita-zero/">visibilità zero</a> del fenomeno &#8211; con le sole forze repressive disponibili.<br />
Destinate ai consumatori, nel campo delle strategie convenzionali di contrasto al consumo, ci sono anche le campagne preventive. L’inconveniente è che comportano dei costi elevati e sono lunghe da mettere a punto; quindi difficili da utilizzare efficacemente nel caso in cui ci sia una certa urgenza d’intervento.<br />
Nel caso del consumo di cocaina, questa strategia presenta un ulteriore inconveniente: oggi il fenomeno è trasversale alle classi sociali e coinvolge persone di quasi tutte le età, di conseguenza è difficile da calibrare per risultare efficace in modo generalizzato.<br />
Anche questa strategia, come quella coercitiva, presenta quindi dei costi molto elevati per dei risultati considerati insufficienti dalla popolazione.<br />
Pur essendo elementi irrinunciabili per raggiungere l’obiettivo della visibilità zero, i mezzi di contrasto classici hanno dei limiti tali che, neppure se combinati tra loro, riescono a generare risultati soddisfacenti o, comunque, non riescono a generare risultati soddisfacenti in tempi brevi e sul lungo periodo.</p>
<p>Restano da esplorare le <a href="http://www.criminologiaonline.com/glossario/strategia-non-convenzionale/">strategie non convenzionali</a>.</p>
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