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	<title>Criminologia Online &#187; furti</title>
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	<description>In questo Blog ci occuperemo prevalentemente di “criminologia sociale” e di criminalità diffusa.</description>
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		<title>Poveri ladri, di Marco Jeitziner</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jul 2013 13:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[criminologiaonline.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dalla teoria alla pratica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[furti]]></category>
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		<description><![CDATA[(da www.marcojeitziner.ch) Il nostro benessere, e forse anche un po&#8217; di ingenuità, sembrano essere i veri motivi dei furti nelle case ticinesi&#8230;  Martin Killias è uno dei massimi criminologi svizzeri e gode di fama internazionale. Alla nostra domanda se sia &#8230; <a href="https://www.criminologiaonline.com/2013/07/poveri-ladri-di-marco/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em style="font-size: 16px;"><span style="color: #000000;">(da www.marcojeitziner.ch)</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;">Il nostro benessere, e forse anche un po&#8217; di ingenuità, sembrano essere i veri motivi dei furti nelle case ticinesi&#8230; </span></em></p>
<p><span style="color: #000000;">Martin Killias è uno dei massimi criminologi svizzeri e gode di fama internazionale. Alla nostra domanda se sia la povertà degli altri o il benessere di cui godiamo la causa dei furti che subiamo nelle nostre case, risponde così: &#8220;in generale non è proprio la povertà (individuale o collettiva) ad essere correlata alla delinquenza, ma è piuttosto il contrario: con il benessere arriva la criminalità&#8221;. Qualche anno fa, nell&#8217;ambito degli accordi di polizia con la Romania, il Consiglio Federale lo ha implicitamente <a href="http://www.admin.ch/opc/it/federal-gazette/2006/2073.pdf"><span style="color: #000000;">riconosciuto</span></a>: &#8220;la ricchezza presente sul territorio svizzero è diventata molto attrattiva per bande di criminali romeni che, entrando illegalmente dalla Germania, dall&#8217;Austria, dalla Francia o dall&#8217;Italia, commettono in numerosi cantoni furti ripetuti di veicoli e furti con scasso in abitazioni o negozi&#8221;. Il problema dunque sarebbe da ricondurre al nostro benessere o, meglio, alla sua disomogenea distribuzione. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Poveri che rubano ai ricchi </span><br />
<span style="color: #000000;">Gli autori dei furti, ci dice Angelo Fieni, commissario capo della Sezione reati contro il patrimonio della Polizia cantonale ticinese, &#8220;sono in prevalenza stranieri provenienti da nazioni dell&#8217;Est (in particolare rumeni e bulgari), dai Balcani (in particolare albanesi), dal Nord Africa&#8221;. Ora, è un fatto che i criminali internazionali romeni occupano il quarto posto nelle banche dati dell&#8217;Interpol. È pure un fatto che &#8220;la <a href="http://it.euronews.com/2012/09/21/la-dura-battaglia-contro-la-mafia-bulgara/"><span style="color: #000000;">Bulgaria</span></a> sta cercando di alzare il tiro contro il crimine organizzato&#8221; ma &#8220;le riforme in atto devono ancora fornire prova della loro efficacia&#8221;. È altrettanto vero che &#8220;nel contesto internazionale, la Svizzera è tra le zone più importanti in cui operano gruppi criminali di etnia albanese&#8221;, <a href="http://www.ejpd.admin.ch/content/dam/data/sicherheit/jahresberichte/jabe-2011-i.pdf"><span style="color: #000000;">afferma</span></a> l&#8217;Ufficio federale di polizia. Tuttavia da che mondo è mondo, è chi sta peggio che ruba a chi sta meglio. Dice Fieni: &#8220;è indubbio che la Svizzera per i malviventi è una nazione allettante, vista anche la sua migliore situazione economica rispetto ai paesi confinanti&#8221;. Romania, Bulgaria e Albania sono tra le giovani economie e democrazie dell&#8217;ex blocco comunista che stanno vivendo peggio questi anni difficili. Se aggiungiamo la corruzione, la disoccupazione e l&#8217;arretratezza di certi settori economici, il triste quadro è presto fatto. Ma se <a href="http://it.euronews.com/2013/04/12/poverta-cosi-si-puo-vivere-e-morire-in-bulgaria/"><span style="color: #000000;">oggi</span></a> in Bulgaria, ad esempio, c&#8217;è chi si uccide per protestare contro la povertà e c&#8217;è chi fruga nell&#8217;immondizia per non morire di fame, ciò non ci autorizza a puntare il dito soltanto contro ciò che sta fuori dai nostri confini. La nazionalità degli autori è relativa, tant&#8217;è vero che anche gli svizzeri rubano. Ancora Fieni: &#8220;constatiamo comunque anche, seppur in numero minore, la presenza di autori italiani (provenienti dalla vicina penisola, dimoranti o domiciliati) e svizzeri&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il nuovo paradigma </span><br />
<span style="color: #000000;">La vera domanda che ci sentiamo di appoggiare è <a href="http://www.ticinolibero.ch/?p=127443"><span style="color: #000000;">quella</span></a> del criminologo ticinese Michel Venturelli: &#8220;abbiamo bisogno di più arresti o di meno reati?&#8221;. La scelta è politica, ma la differenza di approccio è sostanziale: concentrarsi sulla punizione dei criminali o fare in modo che delinquano meno? Oggi va di moda la &#8220;tolleranza zero&#8221;. Scrive il filosofo della politica Vincenzo Sorrentino: &#8220;a partire dagli anni &#8217;80 innanzitutto muta il modo di vedere la criminalità. (&#8230;) Il nuovo paradigma (&#8230;) si concentra sulle conseguenze più che sulle cause della criminalità (&#8230;). Si fanno strada le criminologie del &#8220;diverso&#8221;, secondo le quali il problema della criminalità è riconducibile soprattutto al comportamento di individui pericolosi che appartengono a gruppi razziali e culturali diversi da &#8220;noi&#8221; (&#8230;)&#8221;. (1) Questo modo di pensare è stato nuovamente alimentato di recente anche in Ticino e sorprende che a farlo sia stato un professore universitario di economia e finanza, la cui <a href="http://www.cdt.ch/commenti-cdt/commento/83155/emergenza-criminalita.html"><span style="color: #000000;">opinione</span></a>, benché meritevole di discussione, visti i tempi che corrono, a parere di chi scrive è anche molto discutibile. Il crimine non è solo una mera questione di contabilità, di spesa carceraria o di costi detentivi, ma piuttosto sociale e politica. Al contrario, è proprio l&#8217;attuale sistema economico tra le cause dei furti in Ticino, perché determina in gran parte il nostro benessere che tanto interessa ai criminali. I motivi storici e culturali di questo modo di pensare, sui quali non ci dilunghiamo, sono gli stessi che portano Killias a dire che &#8220;le minoranze in Europa orientale sono vittime di tante pratiche discriminatorie&#8221; e che &#8220;questa mancanza di prospettiva favorisce ovviamente il desiderio di migrare verso orizzonti più favorevoli&#8221;. Il prezzo da pagare per il nostro benessere generale sono dunque i furti da parte di chi è meno fortunato. Ma chi tra noi rinuncerebbe a un po&#8217; di ricchezza in cambio di una maggiore sicurezza e tranquillità?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Rubare per zappare </span><br />
<span style="color: #000000;">Ciò che viene più spesso rubato nelle case del Ticino, dice Fieni, sono &#8220;denaro, gioielli e piccoli apparecchi elettronici (cellulari, Ipad, apparecchi fotografici o computer)&#8221;, ma anche automobili. Tutti questi preziosi stanno nelle nostre case perché ce li possiamo ovviamente permettere, ma non è sempre vero che una volta rivenduti, i soldi servono soltanto per finanziare l&#8217;attività criminale. Ad esempio, l&#8217;anno scorso a Novara si viene a sapere l&#8217;impensabile. I carabinieri sgominano una banda di ladri provenienti da &#8220;Georgia, Lituania, Ucraina, Albania e Romania&#8221; che si erano impossessati di preziosi in tutta Italia e anche in Svizzera (non è noto se in Ticino). Ma, sorpresa, <a href="http://www.tribunanovarese.it/admin/errore_db.php?lingua=italian&amp;id=f9cfd3deb26ff73c45b2fb5a12b8f1d7"><span style="color: #000000;">secondo</span></a> gli inquirenti parte del ricavato serviva semplicemente per finanziare delle attività agricole in Georgia, paese fino a pochi anni fa martoriato dalla guerra civile e militare. I carabinieri hanno pure <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/1063868/Rieti-sgominata-banda-specializzata-in-furti-mezzi-agricoli-e-industriali-7-arresti.html"><span style="color: #000000;">fermato</span></a> una banda di romeni che rubava mezzi agricoli e industriali per essere smontati, trasportati in Romania, rimontati e rivenduti. A quale scopo? La Georgia e la Romania, grazie anche ai fondi comunitari, stanno puntando molto sul rilancio dell&#8217;agricoltura nazionale per ridurre la povertà. (2) I loro settori agricoli spesso mancano di macchinari, di impianti e di filiere distributive, ma impiegano gran parte della popolazione che però non ha mezzi economici sufficienti. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Bravi ladri o ingenui noi? </span><br />
<span style="color: #000000;">Scendiamo in Italia. In una notte di fine settembre nel Veneto un terzetto &#8220;con marcato accento dell&#8217;est europeo, forse albanese&#8221;, taglia la recinzione di una villa, taglia la tapparella di una finestra, irrompe e immobilizza due pensionati e se la svigna con gioielli e 400 mila euro in contanti. Le vittime racconteranno che uno dei ladri ha <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/23-settembre-2011/furto-villa-parole-rapinatori-costretti-crisi-muoverci-cosi-1901616544270.shtml"><span style="color: #000000;">detto</span></a> che &#8220;è a causa di questa situazione se siamo costretti a far così&#8221;. Il riferimento alla recessione economica risulta a tutti evidente. Per la <a href="http://www4.ti.ch/fileadmin/POTERI/GIUDIZIARIO/rapporti/Rendiconto_Magistratura_2012.pdf"><span style="color: #000000;">magistratura</span></a> ticinese &#8220;la situazione di crisi economica riscontrabile a livello internazionale comporta inevitabili riflessi criminologici, specialmente in un cantone di frontiera&#8221;. Ma, come abbiamo visto, non ne è la causa e da sola non spiega il problema. Infatti, se ci sono dei bravi ladri ci sono anche dei cittadini un po&#8217; ingenui. L&#8217;ondata di furti commessa l&#8217;anno scorso ad Iragna, paesino rivierasco di poche anime, aveva indotto il commissario Fieni a <a href="http://www.tio.ch/News/Ticino/707910/Furti-a-raffica-nel-paese-il-caso-Iragna-fa-il-giro-della-Svizzera/"><span style="color: #000000;">dichiarare</span></a> che alcuni ticinesi &#8220;non hanno nessuna esperienza con il crimine di questo tipo e le loro case senza dispositivi di sicurezza rappresentano un bottino facile&#8221;. Oggi invece, ad esempio nel Mendrisiotto, diverse abitazioni sono state dotate di sistemi di sicurezza, ci dice il portavoce della polizia Renato Pizolli. Ma basta anche solo una dimenticanza, come è accaduto in maggio ad un imprenditore di Villa Luganese, svegliato nel cuore della notte da un ladro: &#8220;ho commesso l&#8217;errore di non inserire l&#8217;allarme&#8221; ha detto. (3) Pare dunque di capire che entrare nelle nostre case sia abbastanza facile: &#8220;i ladri possono penetrare attraverso i pozzi di luce, le finestre della cantina, da balconi, terrazze e tetti di facile accesso, rompendo i vetri&#8221; dice Fieni. Oppure col classico &#8220;succhiello&#8221;: un piccolo trapano manuale fora l&#8217;infisso della finestra e con un filo di ferro si fa leva sulle maniglie. La polizia, dice Fieni, &#8220;sensibilizza la popolazione ad adottare misure di sicurezza più incisive ed efficaci&#8221;, ma ciò non significa che dobbiamo costruirci dei fortini. I consigli della polizia sono tanto ovvi quanto elementari: tra questi Fieni sottolinea persino che è meglio &#8220;evitare di nascondere le chiavi di casa sotto lo zerbino&#8221;! Eppure resta l&#8217;amara constatazione: se fossimo tutti davvero più avvertiti, i tre albanesi condannati a maggio per dei furti nel Luganese e nel Locarnese (4) sarebbero mai riusciti a mettersi in azione per ben dieci volte in sole due settimane? </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Note: </span><br />
<span style="color: #000000;">(1) <em>Il potere invisibile. Il segreto e la menzogna nella politica contemporanea</em>, Ed. Dedalo (2011), p. 165.</span><br />
<span style="color: #000000;">(2) Per la Georgia vedi ad esempio <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-04-03/georgia-spazio-agricoltura-103432.shtml?uuid=Ab2jGKIF"><span style="color: #000000;">qui</span></a>. </span><br />
<span style="color: #000000;">(3) &#8220;La Regione Ticino&#8221;, 4.5.2013. </span><br />
<span style="color: #000000;">(4) &#8220;La Regione Ticino&#8221;, 11.5.2013.</span></p>
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